Ilka Oliva Corado – Il fascino del Che

Per chiudere questo Ottobre del cinquantesimo anniversario dell’assassinio del Che, mi sembra davvero adatto questo commento di Ilka Oliva Corado, guatemalteca, indocumentata, sopravvissuta alla traversata del deserto di Sonora, baby e dog sitter, donna delle pulizie ma anche pittrice, poetessa e blogger ormai nota non solo a Chicago dove vive clandestina, ma anche in molti altri paesi del mondo. Adattissimo perché per gli amici della Nostra America offre uno spaccato dal basso dell’ importanza della memoria dei miti e degli eroi e rafforza, sempre dal basso, l’aspirazione a quella Nuestra America sognata da José Martí e osteggiata dal potente vicino…

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Nel calcio, come nella vita

Tradotto da Monica Manicardi Il calcio è la passione delle passioni, ed è qualcosa che non consente una discussione. Lo sappiamo tutti. Come passione ha la irriverenza di farci vibrare all’unisono, non importa dove siamo e che lingua parliamo; per la sua caratteristica universale. Il goal è il più vicino a toccare il firmamento con i polpastrelli delle dita; chi segna un goal ha ottenuto l’immortalità, uguale giocando in una strada di periferia e con un pallone di stoffa. La passione (come io chiamo il calcio) è la cosa più bella che abbiamo sulla terra, e per la felicità che…

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Scrivere

Tradotto da Monica Monicardi Scrivere, scrivere, scrivere, scrivere. Scrivere se piove, se c’è il sole, se è nuvoloso, con la luce di una lucerna, nel rumore, nel silenzio, all’alba, a mezzogiorno, nel bagno, nell’autobus, nella strada, nell’isolamento dello sradicamento. Scrivere nell’ebrezza, nella sobrietà, nell’agonia, nel pianto, nella perdita, nell’abbandono. Nella alienazione. Nell’abbondanza. Nell’assuefazione. Nonostante le circostanze, scrivere.

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I paria nella solitudine dell'oblio

Tradotto da Monica Monicardi Non riescono ad essere nemmeno gli ultimi della fila, sono quelli del sottosuolo, quelli della fogna, quelli dei fossati scavati con il martello e la punta della lancia, quelli che caricano sulle spalle l’ingiustizia e la insolenza e di doppia morale che li disonora. Gli sfruttati a qualsiasi ora, tutti i giorni, in qualsiasi luogo. Quelli della schiena indurita e le mani screpolate, quelli dell’anima ferita, da millenni. Quelli dallo sguardo trasparente e dal petto crivellato.

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La patria è adesso

Tradotto da Monica Monicardi Quando Otto Pérez Molina vinse le elezioni, pensai che il Guatemala avesse toccato il fondo, una società che non è riuscita a processarlo per i crimini contro l’umanità lo stava portando alla presidenza, quella fu una pugnalata alla schiena ai famigliari delle vittime ed una mancanza alla Memoria Storica alla dignità, di per sé. Noi abbiamo dovuto attutire il colpo nel sapere in che modo la giustizia iniziò a sbuffare, una giustizia malandata, infangata, scomparsa, sepolta nella fossa comune che esiste nella storia del Guatemala. Una macchia con il viso di bambini che muoiono di fame,…

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Incrollabile

Tradotto da Monica Monicardi Sempre, se decidiamo di seguire i nostri sogni, quello che ci rende felici, incontreremo delle opposizioni, nella famiglia, negli amici, nella società e nel sistema. Dai   modelli di educazione, dagli stereotipi, dall’ignoranza o semplicemente dall’imposizione.   Il nostro unico strumento per difenderci è la resistenza: resistere, resistere, resistere fino all’ultimo giorno.

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Ilka Oliva Corado – E adesso, Riforma Migratoria

Tradotto da Alessandra Riccio, Nostramerica  Mi dispiace dire che non mi commuove per niente il fatto che sia cancellato il programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) che beneficiava i “Sognatori” (Dreamers). Anche se da ora in poi potrebbe trasformarsi in una legge che permetterebbe loro la residenza permanente nel caso che il Congresso legiferi a loro favore. Oppure potrebbero diventare deportabili come lo siamo noi paria.

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Bambini, bambine e adolescenti migranti: carne da macello

Tradotto da Monica Monicardi  Nel 2014, Obama uscì con le sue undici pecore per un comunicato stampa  con urgenza, era al principio dell’estate; parlò di una crisi di bambini migranti che viaggiavano soli verso gli Stati Uniti alla ricerca dei loro genitori o per sfuggire dalla violenza nel loro paese d’origine. Naturalmente, non si parlava della violenza istituzionalizzata, si riferiva ai marasmi, come cricche criminali. La “crisi”  come lui l’ha chiamata, ha più di 20 anni, ed è diventato urgente da allora.

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Il giorno che ho saputo che non ero povera

Tradotto da Monica Monicardi Erano i primi giorni degli anni novanta e Ciudad Peronia cominciava a riempirsi di baracche, di gente che arrivava da altri sobborghi e dall’occidente del paese ad occupare il settore che adesso si conosce come El Mirador. Quelli erano boschi, strade di talpetate e un mercato all’aria aperta, un terreno dove i venditori gettano i sacchi e le scatole di cartone perché possano usarle come tavola per vendere la loro merce.

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Generazioni sconfitte

Tradotto da Monica Monicardi L’America Latina, con i suoi multicolori, la sua fecondità, i suoi Popoli d’Origine i suoi martiri, è una terra di contraddizioni, tra queste le generazioni sconfitte; agiate all’ombra della sfacciataggine, dell’opportunismo  e dell’indifferenza. Generazioni che si rifiutano di una identità propria e che calpestano ogni traccia della memoria e della dignità. Generazioni inette, addormentate, incapaci di cavarsela da soli. Incapaci di osare a creare, a discutere, a formulare un’analisi propria, perché si sono abituati  a fare il copia incolla; a nascondersi dietro le parole e le azioni di altre persone, perché facendolo non richiede nessuna responsabilità. …

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