The Job of Maidservant

Translated by Marvin Najarro

As of late human rights defenders call us domestic helpers, to lessen the blow, but call a spade a spade: we are maidservants, our function is to serve.

From there on, we can break down the gamut of abuses experienced for those of us who work in domestic service and maintenance. No matter the country, the reality of the servants is the same everywhere. We are not going to feign innocence, and to point an accusing finger at the United States as the cause of all our ills. In India, there are castes, in Latin America, the colonized minds, and so we got every country and continent, each with its own evils.

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O ofício de servente

Tradução do Eduardo Vasco,  Diário Liberdade

Ultimamente defensores dos direitos humanos nos chamam de assistentes domésticas, para diminuir o golpe, mas vamos às coisas pelo seu nome: somos serventes, nosso ofício é servir.

Partindo daí, podemos esmiuçar a gama de abusos que vivemos aqueles que trabalhamos no serviço doméstico de babá e de faxineira. Não importa o país, a realidade dos serventes é a mesma em todos os lados. Não vamos dar banhos de pureza e apontar os Estados Unidos como os causadores de todos os nossos males. Na Índia, existem as castas, na América Latina as mentes colonizadas, e assim vamos por cada país e continente, cada um com seus próprios males.

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Con la Revolución del Niño Arañero

No se puede pensar en la Venezuela del presente sin que  su progreso vaya de la mano con el Niño Arañero. Partiendo de ahí, la Revolución del pueblo venezolano es Bolivariana y Chavista.   Es la Revolución de los arrabales y las hondonadas, del llano y de los cerros olvidados a los que Chávez nombró y visibilizó. A los que el Niño Arañero dignificó. Es pues, la Revolución de un paria por los parias, si llamamos a las cosas por su nombre.

Tan profunda y fecunda ha sido que ha resistido los ataques constantes de una oligarquía nauseabunda que busca cortar de tajo las flores de la primavera. Vea usted qué ingratitud, quiere arrancar de raíz las arboledas  y convertir a Venezuela en tierra infértil.  Esos son sus intentos y no está sola, tiene el apoyo de la oligarquía mundial y de entes como la OEA y patrocinada con  millones de dólares estadounidenses.

El ataque es feroz, no son amagues, quieren la vid, la sangre, las entrañas de un país floreciente de amor y solidaridad. Quieren sus bosques, sus ríos, sus niños, su petróleo, su poesía, quieren su música y sus utopías. ¿Para qué? Para disecarlos, para detener el tiempo, para pulverizar hasta la última sonrisa y arrancarles la piel a tirones a los que se atrevan a defender lo que por justicia es propio.

Y nosotros, latinoamericanos, humanistas del mundo, debemos estar con el pueblo venezolano. Debemos estar del lado de la justicia, de la identidad, de la Memoria Histórica y la dignidad. Defender la lozanía de la primavera, porque eso es Venezuela, una primavera que tiene la esencia y el carisma de un niño vendedor de dulces de papaya, que se atrevió a soñar en grande, por los suyos, por los pueblos del mundo: por la unificación y por la alegría.

Y porque amor con amor se paga yo estoy con Venezuela.

Ilka Oliva Corado.  13 de abril de 2017, Estados Unidos.

 

IN VENEZUELA, ¡THEY SHALL NOT PASS!

Translated by Cuba-Network in Defense of Humanity

Ilka Oliva Corado, Guatemalan writer

WITH THE REVOLUTION OF EL NIÑO ARAÑERO

You cannot think on the Venezuela of the present without holding hands with El Niño Arañero. This is why the Revolution of the Venezuelan people is Bolivarian and Chavista. It is the Revolution of the suburbs and the hollows, of the plain and of the forgotten hills and Chávez made them visible and dignified.

It has been so profound and fruitful that has been able to resist the constant attacks of a nauseating oligarchy that seeks to cut down the flowers of spring. How much ingratitude, they want pull out the roots of the groves and turn Venezuela into an infertile land. Those are their attempts and they are not alone, they have the support of the world oligarchy and entities like the OAS and sponsored with millions of US dollars.

The attack is ferocious; they want the life, the blood, the entrails of a country blossoming with love and solidarity. They want their forests, their rivers, their children, their oil, their poetry, they want their music and their utopias. For what? to dissect them, to stop the time, to pulverize them until the last smile and to tear out the skin to those who dare to defend what is right.

And we, Latin Americans, world humanists, must support the Venezuelan people. We must be on the side of justice, identity, historical memory and dignity. To defend the freshness of spring, because that is Venezuela, a spring that has the essence and charisma of a child vendor of papaya sweets, who dared to dream big, for his and the people of the world: for the Unification and joy. Because you pay love with lover I am with Venezuela.

El oficio de sirvienta

Últimamente defensores de derechos humanos nos llaman asistentes domésticas, para aminorar el golpe, pero a las cosas por su nombre: somos sirvientas, nuestro oficio es servir.

Partiendo de ahí, podemos desmenuzar la gama de abusos que vivimos quienes trabajamos en el servicio doméstico y en mantenimiento. No importa el   país, la realidad de los sirvientes es   la misma en todos lados. No nos vamos a dar baños de pureza y a señalar a Estados Unidos como el causante de todos nuestros males. En India, existen las castas, en Latinoamérica las mentes colonizadas, y así vamos por país y continente, cada uno con sus propios males.

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La nostra lotta contro i femminicidi in America Latina

Tradotto da Monica Monicardi

L’otto di aprile si è compiuto un mese del femminicidio di 41 bambine, le quali sono state violentate e bruciate vive dallo Stato del Guatemala. E lo stesso 8 aprile è stato trovato il corpo di Micaela, 21 anni studiava Educazione Fisica e si faceva in quattro per i paria, i negri i quali il classismo detesta. E’ stata violentata e assassinata da un violentatore seriale  il quale gli è stato concesso la libertà da un giudice perché secondo lui l’unica cosa che aveva era una “perversione naturale”.

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Venezuela 2002-2017: violenza che giustifica un golpe

 

Tradotto da  Cubainformazione

Per capire ciò che sta accadendo in questi momenti in Venezuela, dobbiamo tornare indietro di 15 anni e vedere le oligarchie scalciare quando rimasero senza i milioni che produceva la vendita del petrolio a compagnie straniere. L’ecocidio che producevano imprese transnazionali con le loro minerarie che impoverivano, ancor più, le comunità e riempivano i conti bancari dei contrabbandieri al potere. La violenza istituzionalizzata e lo sfruttamento contro la classe lavoratrice. I poveri più poveri ed i ricchi più ricchi. Il midollo spinale di tutto questo è il petrolio, è stata la stessa causa del colpo di stato contro Dilma in Brasile. La lotta non è contro gli USA, che è solo un interventista come tanti altri, la lotta dei popoli latino-americani è contro le loro oligarchie, nemiche feroci: cricche criminali che, storicamente, proliferano nell’impunità.

 

Ciò che oggi sta vivendo il Venezuela, è la continuazione di un piano di destabilizzazione che ebbe inizio l’11 aprile 2002, quando l’oligarchia venezuelana fece un colpo di stato contro Hugo Chávez. Il documentario “Puente LLaguno, claves de una masacre” dettaglia, con immagini precise e testimonianze dei sopravvissuti, la cospirazione dei media nazionali ed internazionali, di destra, che manipolarono le immagini che il mondo vide, e che occultarono il massacro, tipo imboscata, che soffrirono i pacifici manifestanti che difendevano il governo di Chavez, che era stato sequestrato. Non fu uno scontro tra i sostenitori dell’opposizione e del governo fu un’imboscata, un piano forgiato dall’ambasciata USA in Venezuela e l’oligarchia. Giunsero cecchini dagli USA, che lasciarono immediatamente il paese subito dopo il massacro.
A queste stesse manifestazioni destabilizzanti ci si appella oggi, il piano non cambia molto, l’ingegno non gli arriva più che per ripetere le vecchie strategie del 2002, 2004, 2013 e 2014. La salvezza è che ora la tecnologia ed i social network aiutano molto e stanno evidenziando, in tempo reale, ciò che accade nelle strade del Venezuela. Ed in nessun momento ci sono state manifestazioni pacifiche, che è diritto dei cittadini; quello che stiamo vedendo è la distruzione e provocazioni da parte di gruppi destabilizzatori orchestrati dall’oligarchia venezuelana ed internazionale.

Hanno gettato olio per le strade affinché la polizia motorizzata non avanzi, le tirano pietre, bottiglie e qualsiasi oggetto abbiano nelle loro mani. Un oppositore che era tra la turba in Plaza Altamira, chiese di fermare la violenza ed è stato brutalmente picchiato dai suoi stessi compagni. Ma queste immagini non appariranno in notiziari internazionali “pro-democrazia”. Né quelle del filo spinato collocato a metà strada per decapitare motociclisti e polizia. Come avvenne nel 2014. Parlo delle famigerate guayas e guarimbas. La Guardia Nazionale Bolivariana ha trovato carichi di bombe molotov, perché vorranno questo i “pacifici” manifestanti?

Ci sono sempre vittime innocenti, in queste rivolte di destra è morto il giovane Jairo Ortiz, che è uscito dalla sua casa, nella cittadina di Carrizal stato Miranda, ad incontrarsi con un amico ed è stato ucciso sulla strada; tra violenti disordini, la destra ha sfacciatamente preso il nome di Jairo come una bandiera per dar la colpa al governo, è stato un inviato della destra che ha ucciso un innocente per provocare reazioni internazionali contro il governo di Maduro?

Guarimberos hanno posto barricate di fronte ai locali della stazione radio statale YVKE Mundial, a Las Mercedes, Baruta. Manifestanti pacifici? Hanno anche cercato di bruciare le banche delle Forza Armata Nazionale Bolivariana ed il Bicentenario in viale Venezuela de El Rosal. Una turba di oppositori incappucciati ha pestato un poliziotto nazionale, la PNB è riuscito a salvarlo. Potete immaginare che cosa è colpire un poliziotto negli USA?

Hanno bloccato la principale arteria stradale in ora di punta, l’Autostrada Francisco Fajardo, potete immaginare cosa vuol dire compiere un atto così negli USA? David Smolansky sindaco di El Hatillo, stato di Miranda, vice responsabile nazionale di Volontà Popolare, movimento che riceve il pieno sostegno del senatore interventista Marco Rubio ha detto nelle reti sociali: “Attenzione comunità internazionale: attenzione e Nicolás Maduro inizia ad usare armi chimiche com’è accaduto in Siria.” Queste azioni, per piccole che possano sembrare, sono fosforo su benzina, che appellano, chiaramente, ad un intervento militare USA nel paese.

Gli atti terroristici effettuati nella sede della Magistratura in Chacao, Caracas. Vi immaginare qualcosa di simile negli USA, il modo in cui sarebbero trattati da parte della polizia e dell’esercito e persino dell’FBI? Con bombe molotov hanno distrutto i veicoli della Corporación Venezolana de Alimentos y Misión Nevado. 7 persone sono state arrestate a Caracas, Venezuela, con 60 bombe incendiarie, pacifici manifestanti?

L’ONU chiede a Maduro che rispetti il diritto a manifestare e d’opinione. La OSA e dodici paesi della regione, hanno fatto pressione per portare a termine il golpe per via   “diplomatica” facendo leva sulle guarimbas nelle strade e sui 10 minuti dedicati al Venezuela nei media internazionali, nelle loro 3 edizioni dei notiziari.

Perché l’OSA non si occupa di denunciare il genocidio che vive il Messico e lascia il Venezuela in pace? Il governo di Maduro è legittimo, è stato messo lì con elezioni democratiche che, secondo mandato costituzionale, devono effettuarsi nel 2018.

Nonostante i tentativi della destra di provocare il governo Maduro, non c’è una sola immagine che mostri un solo poliziotto o un solo soldato che reprima le turbe guarimberos. In qualsiasi paese con politiche capitaliste e neoliberiste già avrebbero mitragliato a sangue freddo, mentre si verificano le ragioni. Ad esempio, per citare solo due casi recenti, in Messico: Nochixtlán, Arentapacua comunità che chiedono rispetto per le loro terre ed i loro diritti ed in Guatemala il Massacro di Alaska. Lì non c’è stata l’OSA né l’ONU a chiedere la destituzioni dei presidenti. Beh, per non andare tanto lontano, chiedetevi, perché avrebbe comprato Macri, in Argentina, 2 miliardi di dollari in armamento.

Dal 2002 i tentativi di golpe che il Venezuela vive sono 3 o 4 all’anno. Ma il Venezuela non è lo stesso di 25 anni fa, il suo popolo si è svegliato. Non sarà ora che vanno ad abbattere la Rivoluzione chavista. Né l’OSA, né l’ONU, né i paesi interventisti diranno al Venezuela, come si devono mangiare le arepas e come si balla il joropo, ci mancherebbe altro!

Questo testo può essere condiviso in qualsiasi blog o social network citanto la fonte di informazione URL: https://cronicasdeunainquilina.com/2017/04/13/venezuela-2002-2017-violenza-che-giustifica-un-golpe/

Ilka Oliva Corado. @ilkaolivacorado contacto@cronicasdeunainquilina.com

 

 

 

 

Our fight against femicide in Latin America

Translated by Marvin Najarro

April 8 marked one month since the femicide of 41 Guatemalan girls whom the state of Guatemala raped and burned alive. And also, on April 8 appeared the body of Micaela Garcia, an Argentine girl member of the Evita Movement, who had disappeared a few days ago. Twenty one years old Micaela, was a student of Physical Education, and was very concerned about the outcasts, the black ones, those that classism detests. She was raped and murdered by a serial rapist who was released by a judge because, according to him, all he sufferred was “natural perversity.”

In the same country, just a few months ago, in October 2016, Lucia Perez, 16, was drugged and murdered. The forensics discovered that she had been raped by the vagina and by the anus, not only with the penis, but also with a stick introduced in her sexual organs, stick that bore her body. She died of unbearable pain. The death of Lucia angered the Argentine people, who called for a march, the #NiUnaMenos, to which the whole continent joined.

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Venezuela 2002-2017: Violencia que justifica un golpe

Para entender lo que sucede en estos momentos en Venezuela, tenemos que retroceder 15 años, y ver a las oligarquías pataleando cuando se quedaron sin los millones que producía la venta del petróleo a empresas extranjeras. El ecocidio que producían empresas transnacionales con sus minerías, que empobrecían más a las comunidades y llenaban las cuentas bancarias de los contrabandistas en el poder. La violencia institucionalizada y la explotación contra la clase trabajadora. Los pobres más pobres y los ricos más ricos. La médula espinal de todo esto es el petróleo, fue la misma causa del golpe contra Dilma en Brasil. La lucha no es contra Estados Unidos, que es solamente un injerencista como tantos otros, la lucha de los pueblos latinoamericanos es contra sus oligarquías, enemigas feroces: clicas criminales que proliferan en la impunidad, históricamente.

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Nossa luta contra os feminicídios na América Latina

Tradução do Diário Liberdade

No dia 8 de abril completou-se um mês do feminicídio de 41 meninas, as quais o Estado da Guatemala torturou e queimou vivas. Também em 8 de abril apareceu o corpo de Micaela García, uma menina argentina membro do Movimento Evita, que havia desaparecido alguns dias atrás.

Micaela, de 21 anos, estudava Educação Física, vivia pelos párias, esses negrinhos que o classismo detesta. Foi violada e assassinado por um estuprador em série que foi deixado em liberdade por um juiz porque segundo este último, a única coisa que o estuprador tinha era uma “perversidade natural”.

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Nuestra lucha contra los feminicidios en Latinoamérica

El 8 de abril se cumplió un mes del feminicidio de 41 niñas, a las que el Estado de Guatemala violó y quemó vivas. Y también, el 8 de abril apareció el cuerpo de Micaela García, una niña argentina miembro del Movimiento Evita que hace unos días había desaparecido. Micaela, de 21 años estudiaba la carrera de Educación Física, se desvivía por los parias, los negritos esos a los que el clasismo detesta. La violó y la asesinó un violador serial al que un juez dejó en libertad porque según él lo único que tenía era una “perversidad natural.”

En el mismo país, hace solo unos meses, en octubre de 2016, Lucía Pérez, de 16 años fue drogada y asesinada. Los forenses descubrieron que había sido violada por la vagina y por el ano, no solo con el pene, también le metieron un palo por ambas vías, palo que le atravesó el cuerpo. Murió de tanto dolor. La muerte de Lucía encolerizó al pueblo argentino, que llamó a la marcha de #NiUnaMenos y a la que se unió el continente entero.

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La dignità imprescindibile del popolo ecuatoriano

Tradotto da Monica Monicardi

In questi momenti di allegria e festa in America Latina per il trionfo di Alianza Pais, è rigoroso ricordare che nella storia contemporanea tutto iniziò con l’illusione di un Niño Arañeno, venditore di dolci di papaya nelle strade della sua nativa Venezuela; espongo la sua origine perché siamo fatti di Memoria Storica e Identità.  Bambini come Chàvez nascono uno ogni cinquecento anni e passano dalla terra per marcare la storia dei popoli.

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A dignidade imprescindível do povo equatoriano

Tradução do  Revista Diálogos do Sul

Nestes momentos de alegria e festa na América Latina pelo triunfo da Aliança País, é necessário recordar que tudo na história contemporânea teve início com o sonho de um “Ninõ Arañero” (1) (moleque bamba), vendedor de doces de mamão nas ruas de sua terra natal Venezuela. Resumo sua origem porque somos feitos de Memória Histórica e identidade. Meninos como Chávez nascem um a cada quinhentos anos e passam pela terra para marcar a história dos povos.

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The essential dignity of the Ecuadorian people

Translated by Marvin Najarro

In these moments of joy and celebration in Latin America for the triumph of Alianza País, it is necessary to remember that everything in contemporary history began with the illusion of The Niño Arañero, the seller of papaya sweets in the streets of his native Venezuela; I summarize his origin because we are made of Historical Memory and identity. Children like Chávez are born one every five hundred years and they pass through the earth to mark the peoples’ history.

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La dignidad imprescindible del pueblo ecuatoriano

En estos momentos de alegría y fiesta en Latinoamérica por el triunfo de Alianza País, es preciso recordar que todo en la historia contemporánea inició con la ilusión de un Niño Arañero, vendedor de dulces de papaya en las calles de su natal Venezuela; reseño su origen porque estamos hechos de Memoria Histórica e identidad. Niños como Chávez nacen uno cada quinientos años y pasan por la tierra para marcar la historia de los pueblos.

A su sueño se unieron Néstor y Lula, otros dos locos que le apostaron al sueño de Bolívar, de Bartolina Sisa y Juana Azurduy y los miles de desaparecidos por las dictaduras militares que tomaron por asalto a Latinoamérica, ni hablar de los meros tatascanes, los Pueblos Originarios que son el inicio y el fin y los que han vivido la peor parte de la represión capitalista.   Posteriormente se unieron los otros retoños: Evo, Lugo, Cristina, Dilma y Correa. Cada uno en su país cimentó la Revolución Chavista, con coraje de la Revolución Bolivariana, a lo que se le llamó el Progresismo Latinoamericano. Los famosos populistas para todo aquel que tiene la patria en venta.

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Los pueblos de América Latina estamos con Lenín Moreno

Me atrevo a escribir estas líneas con la responsabilidad de llevar a los medios de comunicación, la voz de los pueblos de América Latina que le han apostado a un modelo político progresista.

El 2 de abril Ecuador se juega la continuidad del progreso o el retorno a la política neoliberal del saqueo, la opresión y el desfalco; comandada por hordas de criminales oligarcas al servicio de la embajada de Estados Unidos en el país y la región. No hay mucho qué pensar, la decisión del voto no es difícil de tomar, o es Lenín o Ecuador vuelve a vivir tiempos de represión y hambruna.

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Esconder-se nos converte em cúmplices

Tradução do Diário Liberdade

Muitos preferimos viver em nossa bolha e fechar os olhos para a realidade, ficar na passividade, virar para o outro lado, guardar silêncio. Isso a respeito da corrupção do governo e da ineficácia de um Estado falido. Isso em relação à violência sistemática e à impunidade. Ao tráfico de influência e à manipulação dos meios de comunicação. Preferimos ficar à margem da injustiça, porque é mais cômodo não se envolver, porque envolver-se exige respeito a si mesmo e aos outros e sobretudo honestidade, responsabilidade e integridade.

E não estamos preparados para rifar a pele pelos outros, não aprendemos de solidariedade e de coletividade. Acreditamos falsamente que nunca ocorrerá conosco, que isso só acontece com os outros, com os que estão metidos em confusões.

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Occultare ci converte in complici

Tradotto da Monica Monicardi

In molti preferiamo vivere nella nostra bolla e chiudere gli occhi davanti alla realtà, rimanere impassibili, girare lo sguardo dall’altro lato e rimanere in silenzio. Questo rispetto alla corruzione del governo e alla inefficienza di uno Stato fallito. Questo in relazione alla violenza sistematica e alla impunità. Al giro di influenze e alla manipolazione dei mezzi di comunicazione. Preferiamo rimanere ai margini dell’ingiustizia, perché è più comodo non intromettersi, perché inserirsi esige rispetto verso noi stessi e verso gli altri e soprattutto: onestà, responsabilità e integrità.

E noi siamo pronti a fare la pelle agli altri, non abbiamo appreso dalla solidarietà e dalla collettività. Crediamo falsamente che niente toccherà a noi, che questo solamente succede ad altri: a quelli che sono coinvolti in cose.

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Hiding the Truth Makes Us Accomplices

Translated y Marvin Najarro

Many of us would rather live in our bubble and close our eyes to reality, remain passive, turn away and remain silent. This in relation to government corruption, and the ineffectiveness of a failed state, to systematic violence and impunity. Influence peddling and manipulation by the media. We prefer to stay at the margins in the face of injustice, because it is more comfortable not to get involved, because getting involved demands respect for oneself and for others, and above all: honesty, responsibility and integrity.

And we are not prepared to risk our skin for others, we did not learn of solidarity and of collectivity. We naively believe that it will never touch us, that it only happens to others: to those who are up to no good.

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12 países latinoamericanos buscan dar golpe de Estado a Venezuela

Pobre Venezuela, se desvive por sus hermanos descarriados y estos le pagan con una puñalada por la espalda. Todos somos testigos que en cualquier emergencia latinoamericana los primeros países en ofrecer ayuda humanitaria son Cuba y Venezuela. En cualquier ataque neoliberal son los sacan la cara por todos. Cuando esto sucede muchos corren a esconderse debajo de la cama y otros a ponerse a gatas.

De los que se ponen a gatas, 12 firmaron un comunicado mostrando preocupación por la “situación” en Venezuela. Por los presos políticos, ¿cuáles? Si los que están en la cárcel es porque tienen las manos manchadas de sangre y son autores intelectuales de revueltas que acabaron con vidas de personas inocentes; y todo por su afán de privatizar todo y vender la tierra a extranjeros.

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Así funciona la doble moral guatemalteca

Con una simple fotografía que explica con manzanas y desbanca a cualquier maestría o doctorado en universidad, la sociedad guatemalteca muestra su doble moral. Hace unos días la fotografía de un niño lustrador de zapatos comiendo en la calle se hizo viral en las redes sociales, y válgame, ¡eran letanías! Ahí rezaban rosarios, bajaban a todos los santos del cielo y remataban con amén, a todo. Imploraban misericordia y que el Espíritu Santo cuidara de “esa pobre criatura” y en las mismas maldecían a sus padres. ¡Madre perversa que tiene a su hijo trabajando! ¡Padre desobligado que no se hace responsable! ¡Pobre niño, que Dios lo guarde! Y de ribete el santo y seña de las familias disfuncionales.

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