Post-frontera. Transizione: l’inglese

Ilka Oliva Corado, trad. di Maria Rossi. La macchina sognante

Post-Frontera

XXXV. Transizione: l’inglese (IV)

Passarono cinque anni dal mio arrivo negli Stati Uniti prima che mi decidessi a imparare l’inglese, ricordo perfettamente la sera in cui, uscendo dal lavoro, presi il cellulare e cancellai il mio messaggio in segreteria in spagnolo registrandolo nuovamente in inglese. Quello fu il primo passo. In quel periodo ero costretta a fare vari colloqui a causa dei lavori precari fatti di ore qui e lì per poter completare la settimana. Mia sorella mi accompagnava sempre per farmi da traduttrice, ma un giorno mi stancai: di prendermi il suo tempo, la sua energia e la sua pazienza.

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I twits di Evo

Tradotto do Alessandra Riccio, Nostramerica 

Evo Morales ha creato il suo twit solamente nell’ aprile del 2016, ultimo fra i presidenti del progressismo latinoamericano ad aprire un conto su quella rete sociale.

Il fatto che Evo sia Presidente della Bolivia non è solo un fatto straordinario per il suo popolo ma per tutti i popoli originari del continente e del mondo. Da giovane gli è toccato di spaccare pietre, come diciamo in Guatemala; la sua presidenza non è scaturita dal nulla, non gli è stata regalata. Evo è venuto dal basso arrancando insieme al suo popolo, il Popolo Originario. Arrancando letteralmente.

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L’inverno come tranquillità e rafforzamento

Tradotto da Monica Manicardi

In inverno, il cielo si copre del suo coloro grigiastro e scendono le nubi dense a girovagare per le strade della grande città; una nebbia gelida che permette ai passanti dannati di lamentarsi di questo periodo che la chiamano brutto tempo.

Diminuisce il morale, aumentano i raffreddori e la depressione si trasforma come sofferenza della stagione. Spesso si vede gente maledire il vento freddo, la neve accumulata, i giorni grigi e i fiocchi fitti quando comincia a nevicare. Nella loro rabbia sono incapaci di apprezzare la magia che le regala la natura: uno spettacolo impressionante che dovrebbe fare impazzire di fascino ogni persona che osserva.

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Generazioni senza memoria

Tradotto da Monica Manicardi

Quello che sta succedendo in America Latina in questo momento, dovrebbe essere di vitale importanza per le generazioni di chi non ha memoria. Tutti quelli che hanno meno di quarant’anni, si devono considerare parte della generazione senza memoria.

Tutto quello che è nato nell’epoca delle dittature o post dittature è stato iniettato con il gene dell’ignoranza e la smemoratezza collettiva. Apparteniamo alla generazione della negazione. Siamo il prodotto di un piano fondato con questa finalità: creare generazioni sconfitte, stupide, incapaci, egoiste, consumiste e insensibili. Degli smidollati sotto ogni punto di vista.

Ci distraggono grottescamente, perché siamo incapaci di pensare, di farci domande, di dubitare, di esaminare concetti o definizioni che non siano imposti sistematicamente. Siamo incapaci di formulare un nostro proprio giudizio e peggio ancora, incompetenti per dibattere e totalmente apatici per prendere decisioni. Siamo le generazioni perfette per un sistema mutilatore, patriarcale, misogino e capitalista. Che ci schiaccia tutti i giorni perché siamo incapaci di alzare la testa, siamo nati vivendo verso il basso e non ci azzardiamo a domandare cosa succederebbe se alzassimo lo sguardo, raddrizzassimo la schiena e camminassimo a testa alta. Se alzassimo la voce e ci svegliassimo dalla sonnolenza per trasformarci in soggetti diversi.

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La serva come schiava

Tradotto da Monica Manicardi

La servitù, la serva, la domestica, la ragazza, l’aiutante, la tata, la gatta, la cameriera, la bambinaia; l’impiegata domestica si riconosce con un infinità di nomi, in modo sprezzante. Tuttavia è l’impiegata più importante, paradossalmente è anche sottopagata, sfruttata e schiavizzata in un modello di società che utilizza i paria come trampolino di lancio; come una scala, come il supporto più importante per sostenere lo sfruttamento di alcuni a beneficio di altri.

Un infinità di teorie, studi, concetti e definizioni si possono scrivere in più libri, per giustificare l’esistenza della serva, comunque questo lavoro non ha alcuna giustificazione; è lo sfruttamento di una donna affinché un’altra raggiunga il beneficio della realizzazione professionale e personale. Un sistema che nel millennio ha mantenuto il modello funzionale alle minoranze.

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Nuovo golpe in Honduras? Il popolo non deve lasciarsi sconfiggere

Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde

Il popolo honduregno deve difendere il voto a Nasralla e non permettere un altro golpe simile a quello contro Zelaya

Il 28 giugno dell’anno 2009, quando l’Honduras imbocca una nuova strada, allontanandosi dal neoliberismo e abbracciando il progressismo latinoamericano emergente in Sud America, il presidente Manuel Zelaya subisce un colpo di Stato. Un golpe ordinato da Washington ed eseguito dall’oligarchia, come accaduto in Paraguay e Brasile; condotto dal Congresso e la Corte Suprema di Giustizia.

Avvoltoi affini al potere del capitale, dittature che vengono imposte con nuovi modelli operativi, che hanno il centro logistico nel Congresso, la Corte Suprema di Giustizia e il Tribunale Supremo Elettorale e, che sono manipolate dai media mainstream egemonici, base per mantenere in vigore il sistema attuale, ingannando la popolazione.

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Nucleo patriarcale

Tradotto da Monica Manicardi

Viviamo in società patriarcali, misogine e maschiliste; a seguito di questo modello, la violenza contro le donne è sistematica e strutturale. E per quanto sia indegno è una violenza normalizzata perché le donne continuano ad essere viste come un oggetto che appartiene a chi le compra.

Per questa ragione vediamo genitori, fratelli, nonni, amici, amanti, compagni, che si credono padroni delle loro figlie, sorelle, nipoti, amiche, amanti, compagne. E vale lo stesso per gli estranei, si credono talmente padroni di qualsiasi donna che si ritengono liberi di potere eliminarle, insultarle, colpirle, violentarle, assassinarle e farle sparire.

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Lenín Moreno, il grande traditore del progressismo latinoamericano

Tradotto da Monica Manicardi

Appena qualche mese fa abbiamo celebrato la vittoria di Lenìn Moreno, il quale aveva promesso di dare continuità alla Rivoluzione Cittadina che iniziò con Rafael Correa; è risultato essere un impostore, procurando il peggior colpo al progressismo latinoamericano nell’ultimo decennio: Lenìn Moreno ha sputato nel piatto in cui ha mangiato.

Moreno ha superato Temer, il suo odio per il suo paese è andato oltre, così come Temer non può sostenere la luminosità dei suoi presidenti, Temer non è riuscito ad essere come Dilma e Moreno non potrà mai essere come Rafael Correa, perché Correa come Dilma semplicemente sono già immortali nella memoria dei popoli.

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Il fascino del Che

Tradotto da Monica Manicardi

Gli Stati Uniti sono un paese con una diversità di culture impressionante. Alla fermata di un semaforo, aspettando di attraversare la strada, ci possono essere cinquanta persone e tutte sono di un paese differente e tutte hanno la loro storia, un passato, le loro radici. Anche le numerose religioni e il pensiero politico sono varie. In un incontro mondano, in un ristorante, in un semplice supermercato o in un parco si può incontrare una varietà di culture e idiomi che è impossibile identificare.

E mi sono incontrata con persone che non sapevo della loro esistenza e che mi hanno dovuto indicare nella mappa, e che instaurando una conversazione con me mi domandano del Che, di Allende, di Chàvez e di Fidel. Come se aspettassero che io racconti le storie di questi miti, dando per scontato che li conosca a memoria. E stanno li aspettando come dei bambini che gli racconti la storia.

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Ilka Oliva Corado – Il fascino del Che

Per chiudere questo Ottobre del cinquantesimo anniversario dell’assassinio del Che, mi sembra davvero adatto questo commento di Ilka Oliva Corado, guatemalteca, indocumentata, sopravvissuta alla traversata del deserto di Sonora, baby e dog sitter, donna delle pulizie ma anche pittrice, poetessa e blogger ormai nota non solo a Chicago dove vive clandestina, ma anche in molti altri paesi del mondo. Adattissimo perché per gli amici della Nostra America offre uno spaccato dal basso dell’ importanza della memoria dei miti e degli eroi e rafforza, sempre dal basso, l’aspirazione a quella Nuestra America sognata da José Martí e osteggiata dal potente vicino del Nord.

Alessandra Riccio


Il fascino del Che

Tradotto da Alessandra Riccio, Nostramerica

Gli Stati Uniti sono un paese con una diversità di culture impressionante. Alla fermata di un semaforo, in attesa di attraversare la strada, ci possono stare cinquanta persone, tutte di un paese diverso e tutte con la loro storia, il loro passato, le loro radici. Altrettanto varia la quantità di religioni e di pensieri politici. In un salotto, in un ristorante, in un semplice supermercato o in un parco si possono trovare una quantità di culture e di idiomi impossibili da identificare.

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Nel calcio, come nella vita

Tradotto da Monica Manicardi

Il calcio è la passione delle passioni, ed è qualcosa che non consente una discussione. Lo sappiamo tutti. Come passione ha la irriverenza di farci vibrare all’unisono, non importa dove siamo e che lingua parliamo; per la sua caratteristica universale. Il goal è il più vicino a toccare il firmamento con i polpastrelli delle dita; chi segna un goal ha ottenuto l’immortalità, uguale giocando in una strada di periferia e con un pallone di stoffa.

La passione (come io chiamo il calcio) è la cosa più bella che abbiamo sulla terra, e per la felicità che ci dà, dovremmo rispettarla. Rispettarla sempre. Ma facciamo tutto il contrario. Noi umani distruggiamo tutto con il nostro egocentrismo e la nostra irriverenza. Con la nostra abitudine di voler accaparrare tutto e fare lo sgambetto a chi si mette nel nostro cammino: letteralmente.

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Scrivere

Tradotto da Monica Monicardi

Scrivere, scrivere, scrivere, scrivere.

Scrivere se piove, se c’è il sole, se è nuvoloso, con la luce di una lucerna, nel rumore, nel silenzio, all’alba, a mezzogiorno, nel bagno, nell’autobus, nella strada, nell’isolamento dello sradicamento.

Scrivere nell’ebrezza, nella sobrietà, nell’agonia, nel pianto, nella perdita, nell’abbandono. Nella alienazione. Nell’abbondanza. Nell’assuefazione. Nonostante le circostanze, scrivere.

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I paria nella solitudine dell’oblio

Tradotto da Monica Monicardi

Non riescono ad essere nemmeno gli ultimi della fila, sono quelli del sottosuolo, quelli della fogna, quelli dei fossati scavati con il martello e la punta della lancia, quelli che caricano sulle spalle l’ingiustizia e la insolenza e di doppia morale che li disonora.

Gli sfruttati a qualsiasi ora, tutti i giorni, in qualsiasi luogo.

Quelli della schiena indurita e le mani screpolate, quelli dell’anima ferita, da millenni. Quelli dallo sguardo trasparente e dal petto crivellato.

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La patria è adesso

Tradotto da Monica Monicardi

Quando Otto Pérez Molina vinse le elezioni, pensai che il Guatemala avesse toccato il fondo, una società che non è riuscita a processarlo per i crimini contro l’umanità lo stava portando alla presidenza, quella fu una pugnalata alla schiena ai famigliari delle vittime ed una mancanza alla Memoria Storica alla dignità, di per sé.

Noi abbiamo dovuto attutire il colpo nel sapere in che modo la giustizia iniziò a sbuffare, una giustizia malandata, infangata, scomparsa, sepolta nella fossa comune che esiste nella storia del Guatemala. Una macchia con il viso di bambini che muoiono di fame, di bambine violate nel più puro del suo essere, di contadini e braccianti sfruttati storicamente. Migliaia di migranti che nello sradicamento del esodo ed il sacrificio della spedizione, sognano di tornare alla patria che li ha cacciati. Sigue leyendo

Incrollabile

Tradotto da Monica Monicardi

Sempre, se decidiamo di seguire i nostri sogni, quello che ci rende felici, incontreremo delle opposizioni, nella famiglia, negli amici, nella società e nel sistema. Dai   modelli di educazione, dagli stereotipi, dall’ignoranza o semplicemente dall’imposizione.   Il nostro unico strumento per difenderci è la resistenza: resistere, resistere, resistere fino all’ultimo giorno. Sigue leyendo

Ilka Oliva Corado – E adesso, Riforma Migratoria

Tradotto da Alessandra Riccio, Nostramerica 

Mi dispiace dire che non mi commuove per niente il fatto che sia cancellato il programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) che beneficiava i “Sognatori” (Dreamers). Anche se da ora in poi potrebbe trasformarsi in una legge che permetterebbe loro la residenza permanente nel caso che il Congresso legiferi a loro favore. Oppure potrebbero diventare deportabili come lo siamo noi paria. Sigue leyendo

Bambini, bambine e adolescenti migranti: carne da macello

Tradotto da Monica Monicardi

 Nel 2014, Obama uscì con le sue undici pecore per un comunicato stampa  con urgenza, era al principio dell’estate; parlò di una crisi di bambini migranti che viaggiavano soli verso gli Stati Uniti alla ricerca dei loro genitori o per sfuggire dalla violenza nel loro paese d’origine. Naturalmente, non si parlava della violenza istituzionalizzata, si riferiva ai marasmi, come cricche criminali. La “crisi”  come lui l’ha chiamata, ha più di 20 anni, ed è diventato urgente da allora. Sigue leyendo

Il giorno che ho saputo che non ero povera

Tradotto da Monica Monicardi

Erano i primi giorni degli anni novanta e Ciudad Peronia cominciava a riempirsi di baracche, di gente che arrivava da altri sobborghi e dall’occidente del paese ad occupare il settore che adesso si conosce come El Mirador. Quelli erano boschi, strade di talpetate e un mercato all’aria aperta, un terreno dove i venditori gettano i sacchi e le scatole di cartone perché possano usarle come tavola per vendere la loro merce.

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Generazioni sconfitte

Tradotto da Monica Monicardi

L’America Latina, con i suoi multicolori, la sua fecondità, i suoi Popoli d’Origine i suoi martiri, è una terra di contraddizioni, tra queste le generazioni sconfitte; agiate all’ombra della sfacciataggine, dell’opportunismo  e dell’indifferenza. Generazioni che si rifiutano di una identità propria e che calpestano ogni traccia della memoria e della dignità.

Generazioni inette, addormentate, incapaci di cavarsela da soli. Incapaci di osare a creare, a discutere, a formulare un’analisi propria, perché si sono abituati  a fare il copia incolla; a nascondersi dietro le parole e le azioni di altre persone, perché facendolo non richiede nessuna responsabilità.  Perciò sono i burattini con i quali si burla un sistema di dominazione, che ogni volta si fonda sempre più  sulla radice inerte di quelli che dimenticano con facilità, perché vivono fluttuando dentro una  bolla di indifferenza e individualismo. Sigue leyendo

Generazioni sconfitte

Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde

L’America Latina, con i suoi colori, la sua fecondità, i suoi Popoli Originari e i suoi martiri, è una terra di contraddizioni, tra queste le generazioni sconfitte; sistemate all’ombra della sfrontatezza, l’opportunismo e l’indolenza. Generazioni che negano la propria identità e che calpestano ogni traccia di memoria e dignità.

Generazioni inette, intorpidite, incapaci di camminare sulle proprie gambe. Incapaci di trovare il coraggio di creare, contestare, formulare una propria analisi, abituate a copiare e incollare; a nascondersi dietro le parole e azioni di altre persone, perché questo non richiede alcuna responsabilità. Sono quindi marionette delle quali si burla un sistema di dominazione, che sempre più si fonda sulla radice inerte di chi dimentica facilmente, perché vive in una bolla fluttuante di indolenza e individualismo.  Sigue leyendo