Il germe del fascismo

Tradotto da Monica Manicardi Come un male ereditario nelle nuove generazioni si riproduce con facilità perché sono generazioni  indifese, lasciate alle intemperie, consumati che come residui sono lanciati alle urne, alle strade, alla vita. Infestati da questo gene che si esaurisce in un battito di ciglia queste generazioni non conoscono le primavere, hanno vissuto in letargo in stanze scure da sempre, non conoscono il calore del sole né l’allegria  del gorgheggiare degli uccelli, sono incapaci di sentire qualcosa che sia al di fuori dal margine dal suo radar di fascista. Non sanno persino chi sono, perché mancano di ragionamento. Queste generazioni sono…

Continuar leyendo…

La solitudine del popolo Ixil

Tradotto da Monica Manicardi Quando ci avvolge la nostalgia ascoltando Luna de Xelajù,  la chirimìa e il tum, o quando ci meravigliamo dei giganteschi aquiloni di Santiago Sasatepéquez. Quando i multicolori dell’abbigliamento dei Popoli d’Origine ci lasciano senza voce, a bocca aperta; all’improvviso ci prende un non so che  molto simile all’orgoglio  verso il Guatemala multiculturale. E’ quello che esportiamo: qualcosa che chiamiamo folklore. I Popoli Indigeni sono utilizzati per questo, per essere il folklore del Guatemala dinanzi al mondo. Questi abbigliamenti dei Popoli Indigeni sono rappresentati in coperte, tovaglioli, portafogli, zaini, tovaglie che abbiamo preso nel caso che andiamo a vivere all’estero…

Continuar leyendo…

La linfa della bagassa

Tradotto da Monica Manicardi Ci hanno fatto credere che il progresso è nel cemento, che il cemento è il progresso. Ci hanno fatto credere che l’industrializzazione è la prosperità delle società. Che per industrializzare si deve disboscare brutalmente e sterminare i popoli interi: rubandogli  l’acqua, la terra, il cibo e qualsiasi mezzo vitale di sussistenza. Questi popoli, ci hanno detto: non importa e che se si oppongono bisogna distruggerli  con una dura repressione, per questo i genocidi funestano la memoria collettiva. Ci hanno detto che la civilizzazione è un concetto necessario per la sopravvivenza dell’umanità, che noi i docili siamo questi esseri…

Continuar leyendo…

Il suono della morte

Tradotto da Monica Manicardi Ieri camminavo lungo il viale  Michigan nel centro di Chicago e di fronte al lago si realizzava lo spettacolo annuale di aerei nel quale partecipano aerei della Forza Aerea e nel quale compiono una infinità di acrobazie, un evento al quale accorrono milioni di spettatori. Ogni volta che sorvolavano il centro della città un suono inquietante e orribile si fermava tra le vie e i grattacieli producendo un eco che accelerava il  cuore e che paralizzava la gente che in estate passeggiano per il centro della città, un suono terrificante: il suono della morte. Ogni tre minuti passavano…

Continuar leyendo…

Distruggere il progressismo e i suoi leader

Distruggerli per distruggere il popolo latinoamericano Tradotto da Monica Manicardi Non ci deve essere nessuna traccia  del Latinoamerica progressista, nessuna impronta del Niño Arañero, di Nèstor, di Lula, di Dilma, nessuna impronta di Evo, di Correa, di Maduro, nessuna impronta di Mujica, di Lugo, di Manuel Zelaya. E ovviamente, nessuna traccia di Cristina.  E non vi è alcun dubbio che hanno cercato di distruggere anche Lòpez Obrador. Distruggere i leader per distruggere il popolo. Distruggere la Memoria Storica perché distruggendo alla radice non ci saranno germogli e i popoli vuoti si trasformeranno in marionette e materia amorfa gestibili per i criminali dell’oligarchia…

Continuar leyendo…

Mariela Castañon: continuo a credere  nel giornalismo umano

Mariela riceve il Premio Nazionale di Giornalismo 2017 dalle mani della giornalista Carolina Vásquez Araya Tradotto da Monica Manicardi Mariela Castañon è una giornalista che si dedica all’infanzia e alla gioventù dei sobborghi, una delle poche che in Guatemala sentono e fanno loro l’impegno di denunciare l’abuso sistematico che soffrono. Da voce a queste persone invisibili per i diritti umani ma perfettamente visibili per l’abuso. Ho avuto l’opportunità di farle una breve intervista riguardo al tema del Hogar Seguro e sull’indagine nelle denunce di tortura e abuso sessuale che hanno subìto le bambine e gli adolescenti rinchiuse in questo luogo…

Continuar leyendo…

Ricorrere al  terrore: dare le ali ai razzisti

Tradotto da Monica Manicardi Negli Stati Uniti non è nuovo il tema del razzismo nemmeno della xenofobia; i Popoli indigeni del nord del continente americano, dicono che gli invasori lo utilizzarono  contro di loro, mentre eseguivano il genocidio più grande della storia e successivamente li chiusero nelle carceri alle quali gli diedero il nome di riserve. Del tema del razzismo potrebbero parlare le migliaia di cinesi indocumentati che sono stati utilizzati per costruire il Ponte di San Francisco. Potrebbero parlare gli afroamericani discendenti dal tempo della schiavitù e dall’invasione del continente africano. Potrebbero parlare dalle carceri, dai parchi, dalle vie…

Continuar leyendo…

Correa e la rivoluzione cittadina

Tradotto da Monica Manicardi   La dimostrazione più recente  di ciò che significa tradire un popolo si sta vivendo in questi momenti in Ecuador, che ha confidato pienamente in Lenin Moreno scegliendolo come il proprio presidente grazie a Rafael Correa che lo ha onorato sostenendolo in un momento critico per tutta l’America Latina; ma né Correa né noi popoli latinoamericani ci  saremmo immaginati che sarebbe stato il grande traditore degli ultimi cento anni nel continente e che con tutto il suo odio e la sua meschinità (perché sa benissimo che non riuscirà mai ad essere nemmeno la metà di  Correa) attaccasse…

Continuar leyendo…

Il supplizio di essere haitiano o discendente di haitiani nella Repubblica Domenicana

Tradotto da Monica Manicardi Due paesi fratelli, afro discendenti con una mescolanza della enorme quantità di schiavi portati dai regni di Francia, Spagna ed i corsari olandesi e inglesi durante cinque secoli. Due paesi che condividono un’isola nel mezzo del mare, con lo stesso tessuto sociale e con la minima differenza dell’idioma: nella Repubblica Domenicana si parla il castellano e in Haiti il creolo. Entrambi i paesi sono impoveriti, invasi, aggrediti e dominati dalle mafie che hanno preso i governi per decenni. Oligarchie che riproducono l’odio, il razzismo e l’esclusione a proprio vantaggio. Che schiavizzano ed espellono. Non c’è molta…

Continuar leyendo…

Migrare morti in vita per morire mille volte di più

Tradotto da Monica Manicardi I segni  più visibili delle dittature imposte dagli Stati Uniti in America Latina, si possono vedere tutti giorni in  migliaia di migranti che si vedono obbligati ad uscire dal suo paese di origine per cercare di salvare la propria vita, e ottenere un tetto e cibo negli Stati Uniti; che viene presentato dagli esperti un’illusione come quello della Mecca, come l’acqua che placa la sete, come la terra dei sogni dove tutti i desideri si fanno reali. Un’America Latina impoverita dai governi neo liberali post dittature plasmato da folle di corrotti e saccheggiatori; che hanno creato…

Continuar leyendo…

ILKA OLIVA CORADO: Cerco solamente di avvicinare i lettori ai miei libri

Por Mariela Castañón Tradotto da Monica Manicardi La scrittrice guatemalteca Ilka Corado, la quale attualmente vive a Chicago, ha annunciato il suo nuovo progetto: un “editoriale artigianale”, che consiste  nell’edizione e rilegatura dei suoi propri libri, utilizzando risorse di base, con l’unico obiettivo di avvicinare i lettori ai suoi libri. Ilka , una donna imprenditrice, apre anche lo spazio ad altri autori, a coloro che è stato negato la pubblicazione dei propri testi. In una intervista concessa a La Hora Voz del Migrante spiega i dettagli del suo progetto.   LH Voz del Migrante: Cos’è  l’editoriale Ilka? Ilka Oliva Corado: Bene,…

Continuar leyendo…

Una primavera con milioni di Lula

Tradotto da Monica Manicardi Dal 1958, fu scoperta quasi per caso e nel suo proprio habitat, la cronista e poetessa della favela, Carolina Maria de Jesus; che si è occupata di ritrarre nel suo diario ogni giorno: la vita nelle favelas del Brasile. Una cruda realtà, di miseria, di abuso, di esclusione e; una realtà, anche di sogni, di lealtà e di amore puro. Molto poco conosciuta in America Latina, Carolina Maria de Jesus ha descritto nei suoi testi l’essenza dei sobborghi brasiliani, che con lo stesso ardente amore è approdata nelle strada per difendere un operaio  che le valorizzò…

Continuar leyendo…

Una primavera con milioni di Lula

Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde Per capire il cuore del sobborgo devi vivere i suoi difetti, le sue grida, le sue frustrazioni e le sue illusioni. Lula viene da lì, dall’oblio, dallo sfruttamento, dalla carezza delle mani rugose che raccontano storie di poesie scritte nel vento di Ilka Oliva Corado – Crónicas de una Inquilina Nel 1958, fu scoperta quasi per caso e nel suo stesso habitat, la cronista e poetessa della favela, Carolina Maria de Jesus; che si incaricò di ritrarre nel suo diario la vita quotidiana nelle favelas in Brasile. Una realtà cruda, di miseria,…

Continuar leyendo…

Prima, durante e dopo l’8 marzo

Tradotto da Monica Manicardi La serva continuerà a fare la serva, senza benefici lavorativi né diritti umani. Tutto il giorno, umiliata, tra la merda. Chi lavora a giornata, continuerà a lavorare a giornata, esclusa e violentata, lavorando con la schiena spezzata dalla mattina alla sera, per 7 giorni alla settimana. Persino nelle galere dove dormono sdraiate per terra, non arriva il femminismo. Chi lavora negli stabilimenti di assemblaggi continuerà a marcire in una fabbrica, senza il diritto nemmeno per andare al bagno nelle ore di lavoro. 117 anni dopo il femminicidio di 123 lavoratrici in quella fabbrica a New York.

Continuar leyendo…

L'America Latina retrocede di cent'anni

Tradotto da Monica Manicardi Marco Rubio, senatore repubblicano di origine cubano, ha scritto sul suo account twitter nei giorni passati: “Il mondo appoggerebbe le Forze Armate in Venezuela se decidessero di proteggere il suo popolo e instaurare la democrazia togliendo il dittatore (dal potere)”. Nessuno gli ha chiesto di metterci la faccia. Adesso immaginiamo che un personaggio come Diosdado Cabello scrivesse qualcosa di simile ma riguardo agli Stati Uniti, o lo stesso Nicolas Maduro, come credete che reagirebbero gli Stati Uniti?

Continuar leyendo…