Le ore di sole

Tradotto da Monica Manicardi Cayetana accende i fornelli e inizia a scaldare il cibo che metterà nei contenitori per il pranzo, sono le quattro del mattino. Riempie d’acqua bottiglie di plastica da cinque litri e mezzo che sono quelle che berrà nella sua giornata di lavoro. Nel suo porta pranzo mette un pacchetto di tortillas calde che ha avvolto in un foglio di alluminio e legato in due sacchetti di plastica. Controlla se c’è tutto: il contenitore del riso, le uova strapazzate, i fagioli fritti e le tortillas. Si mette le ginocchiere, i pantaloni, il maglione, la giacca e i…

Continuar leyendo…

Un giorno di sole

Tradotto da Monica Manicardi Begoña si avvolge in una coperta che afferra dalla poltrona del soggiorno e scende i gradini dell’edificio, abita al terzo livello. Avvia la macchina e torna al suo appartamento, versa quattro cucchiai di caffè nella caffettiera e due tazze d’acqua, mentre il caffè si prepara va a farsi una doccia con acqua fredda per svegliarsi del tutto, l’orologio segna le tre e un quarto del mattino. È sabato, l’inizio della primavera, al ristorante l’aspettano alle quattro in punto. Raccoglie i capelli ancora bagnati facendosi la coda, si mette di corsa l’uniforme, versa il caffè in un…

Continuar leyendo…

Il lavoro di Silvestre

Tradotto da Monica Manicardi Accende la macchina per tagliare l’erba, Silvestre si sente come se fosse su un trattore perché è un tosaerba industriale, nella sua vita era già stato in una macchina così, ma negli Stati Uniti ha dovuto fare lavori che non avevano nulla a che fare con il suo lavoro di maestro fornaio nella sua nativa Nayarit. Lavora come giardiniere, è responsabile di una macchina industriale per i suoi 20 anni di esperienza, a soffiare l’erba tagliata ci mettono i nuovi con macchine che si caricano sulle spalle e nel tagliare l’erba usano macchine manuali, finiscono tutti…

Continuar leyendo…

Il ritorno di Yeyo e i nipoti di Papayo

Tradotto da Monica Manicardi Yeyo è cresciuto osservando la schiena scheggiata di suo padre  a forza di caricare  sulle spalle  caschi  di tenere banane  durante i giorni infernali dei tropici in Chiapas e sua madre riempirsi di bruciature sulle braccia producendo panzerotti di patate da vendere alla periferia della fattoria. Lavoratori di mille mestieri, si destreggiavano per sopravvivere come immigrati privi di documenti a Tapachula, in Messico; sempre in lavori precari, mal pagati e senza sussidi, percorrendo lo stato  in lungo e largo facendo avanti e indietro sempre con lo stesso trattamento e la stessa paga. Periodicamente  hanno lavorato alla raccolta del caffè, nella parte del comune di…

Continuar leyendo…

L’ombra dell’albero di achiote

Tradotto da Monica Manicardi A 7 anni Cándido emigrò alla capitale  con  cinque cugini, uno zio li prese per iniziare a lavorare e ad aiutarli nelle spese domestiche, all’alba lo aiutano con la sua vendita di succo d’arancia, atol e pane con i fagioli che mette vicino al passerella dell’Avenida Bolívar; durante il  giorno lavorano in un autolavaggio e di notte lo aiutano nella vendita di mais e güisquiles  cotti che vendono in ceste vicino alla passerella Aguilar Batres e alla periferia, per approfittare quando gli studenti escono dall’Università di San Carlos. Originario di Nahualá, Sololá, Guatemala, Cándido impara a dare la cera a…

Continuar leyendo…

I sandali di Tana

Tradotto da Monica Manicardi Guarda i polpastrelli delle sue dita screpolate dall’uso di così tante sostanze chimiche, le sue mani che hanno lavorato la terra puliscono da 24 anni ristoranti e centri commerciali: originaria di Camotán, Chiquimula, Guatemala, Tana ha lasciato i suoi vestiti indigeni, dei Maya ch’ orti’ e ha indossato pantaloni di tela, maglietta, scarpe da tennis per emigrare insieme ad altre 15 ragazze della sua comunità. Il suo paese, un corridoio asciutto, ha cessato da decenni di essere la terra fertile che nutriva le radici dei raccolti; senza acqua e senza cibo, sia Tana che centinaia di…

Continuar leyendo…

Il desiderio di Catalino Sixto

Tradotto da Monica Manicardi Sono le 11 di notte, hanno passato 16 ore tra  l’immondizia, montagne e montagne di immondizia, cercando rame, vetro, cartone e plastica. Quando sono fortunati trovano biscotti e dolci confezionati, li mangiano in un boccone, anche se molte volte si sono  intossicati ma il bisogno è più forte, è la vita dei raccoglitori, pensa Catalino Sixto che anche lui  lo ha sentito dire  dai suoi genitori e i vicini del quartiere in cui vivono. Ha le mani e i  piedi pieni di cicatrici  dovute ai tagli provocate dai vetri rotti nel cercare il materiale per metterlo in vendita. I giorni più difficili…

Continuar leyendo…

L’eco del canto dei galli

Tradotto da Monica Manicardi Afferra suo figlio Yeyo, lo avvolge nella coperta e se lo mette sulla schiena. Sul tavolo mette due cambi di vestiti, il pettine, il borotalco del bambino, un flacone di crema per il viso, un paio di scarpe con le suole rotte – che pensa di farle riparare quando arriva – una busta con fotografie e alcune pezzi di magliette che ha fatto pannolini. In una coperta mette un sacchetto con una manciata di sale, delle tortilla che ha fritto la mattina e l’ultimo pezzo di formaggio fuso che gli è rimasto. Una testa d’aglio, due…

Continuar leyendo…

Sempre di meno

Tradotto da Monica Manicardi Le uniche volte in cui Caya de nía Chenta ha sentito il rumore degli zoccoli dei cavalli sul selciato era di notte mentre faceva compagnia alla signora della farmacia quando i suoi figli stavano andando in gita nella capitale, chiedendo  un favore a nía Chenta affinché rimanesse a dormire con lei mentre tornavano. Fu così che  Caya sentì il rumore dell’acqua potabile che scorreva attraverso il tubo in pvc, vide in quella casa  per la prima volta anche un wc,  un lavandino e un frigorifero. Un ferro da stiro elettrico, una televisione con telecomando e un asciugacapelli. Com’era diverso il…

Continuar leyendo…

In qualsiasi parte del mondo

Tradotto da Monica Manicardi La sveglia  suona in continuazione, Cheyo la guarda con la coda dell’occhio, stanco, vuole continuare a dormire, appena tre ore fa è arrivato nella sua stanza ha lavorato tutto il giorno vuole dormire, solo dormire, ma  da anni non dorme più di quattro ore e non perché non voglia ma perché non può, il ritmo di lavoro non glielo permette. Il dolore alla schiena ha preso il sopravvento  e il mal di denti gli martella tutta la testa, riesce a malapena a masticare e ogni volta che fa uno sforzo per buttarsi un pacco sulla schiena si sente come…

Continuar leyendo…

La nostalgia di Hilariòn

Tradotto da Monica Manicardi Ha finito il secondo turno alle tre del pomeriggio, ha lavorato dalle 5 alle 10 del mattino in un negozio di mobili tagliando legna e dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio il secondo turno, pulendo uffici. Prima di iniziare il  terzo turno dove lavora come aiutante cameriere in un ristorante libanese, si ferma in un supermercato messicano per inviare ogni settimana rimesse di denaro alla sua famiglia a San Sebastián, Retalhuleu, Guatemala; è domenica e lavora come tutti gli altri giorni. Una fila enorme lo aspetta al supermercato, c’è sempre gente che manda soldi a…

Continuar leyendo…

In un’alba di ghiaccio nero

Tradotto da Monica Manicardi Esce dal lavoro alle sei di sera, oggi ha pulito due case, l’ultima ha impiegato più tempo del dovuto perché i suoi datori di lavoro iraniani hanno celebrato il natale, un natale tardivo che si celebra il 7 di gennaio nel calendario Juliano, così le ha spiegato la padrona di casa in diverse occasioni capitando nel bel mezzo del lavoro raccontandole storie del suo paese e del suoi antenati. Tomasina la lascia sempre parlare senza smettere di lavorare, capisce a malapena l’inglese. Quando è arrivata ha trovato la casa sottosopra,  i suoi datori di lavoro non  considerano che  è…

Continuar leyendo…

Il primo di gennaio, un giorno in più

Tradotto da Monica Manicardi Compra la gallina nelle prime ore del  mattino, le verdure con cui accompagnerà il piatto e la frutta per il punch, Catalina vuole fare i tamales, ma c’è  molto lavoro per lei  che è da sola considerando che quando torna stanca dal lavoro ha appena  l’energia per pulire l’appartamento dove vive con i suoi due figli. Juan, 12 anni, e Guadalupe, 3.  Ma stavolta deve portare i panni in lavanderia, nell’edificio dove abitano non ci sono lavatrici, sarà in ritardo nel preparare la cena di fine anno. Catalina emigrò negli Stati Uniti da Totonicapán, Guatemala. Da uno dei suoi villaggi all’interno…

Continuar leyendo…