La resistenza di Hayashi Fumiko

Tradotto da Monica Manicardi “Se questo libro servisse affinché i giovani di oggi, trascinati fino al fondo della povertà, all’inquietudine e delle debolezze, continuino a vivere, non ci sarà niente che mi provochi tanta allegria”. Così chiude  la prefazione del suo libro Diario di una vagabonda, Hayashi Fumiko, nel 1939 (Pubblicato inizialmente a puntate fra il 1928 e 1930). Diario che ha scritto fra il 1922 e il 1927, diciamo fra i 18 e i 23 anni di età, quando la  miseria e il dolore dell’esclusione sociale le strappavano la pelle a brandelli, nel suo andare per innumerevoli lavori sottopagati e nel suo…

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L’idioma dell’impero

Tradotto da Monica Manicardi Ho sempre voluto imparare il francese per leggere La nausea e Le parole, di Sartre nella sua lingua, perché nelle traduzioni, per molto buone che siano in qualche momento si perde l’essenza, la purezza del testo che si mantiene solo leggendolo nella lingua nella quale è stato scritto in origine. Ma più di ogni altra cosa per ascoltare nella sua lingua le canzoni di Edith Piaf, perché non è la stessa cosa ascoltare una canzone e non capire ciò che dice, anche se è ovvio, la lingua del cuore è universale e Edith è anima pura.…

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La forza di volontà

Tradotto da Monica Manicardi Correva la metà degli anni novanta a Ciudad Peronia quando venne a vivere nel quartiere un matrimonio proveniente dalla Bethania, un altro sobborgo guatemalteco. In quel momento Ciudad Peronia  era già popolata, prima c’erano stati terreni polverosi senza valutazioni e i luoghi abbandonati che circondavano il mercato, la fermata del bus, El Gran Mirador, La Surtidora e la Cuchilla. Don Luis e sua moglie, comprarono una casa che prima apparteneva ad una famiglia che si dedicava a tappezzare mobili, si vedevano spesso scheletri di arredamenti di soggiorni e sala da pranzo dappertutto. La loro casa rimaneva al…

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Come roditori dei bassifondi

Tradotto da Monica Manicardi Non importa il giorno dell’anno e se piove in abbondanza, loro sono sempre lì dall’alba fino alla notte. Lavorando duro. Il loro corpo come strumento di lavoro e modo per sopravvivere. Non importa se pensano o provano qualcosa, se si chiederanno l’ora (perché per lo sfruttato non c’è orologio che si fermi) o se gli fa male un dente o hanno delle vesciche.  Se gli è appena morto un famigliare o gli è nato un figlio. Loro sempre stanno lì. Lavorando duro. Non sono visti come persone, al contrario; molte volte intralciano i corridoi dei mercati popolari e…

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Perdersi nella metropoli

Tradotto da Monica Manicardi E’ mezzogiorno di un giorno di luglio di una estate infernale, li osservo dalla finestra che si affaccia sulla strada mentre salgo le scale della casa dove lavoro; i loro corpi bagnati dal sudore, con la martellina in  mano aprono un buco per tutto il lato della casa per aggiustare una tubatura. Nella mattinata era arrivato il padrone dell’impresa, un polacco di circa  60 anni, solo per fare l’atto di presenza. E’ salito nel suo pick up a doppia trazione dell’ultimo modello e se n’è andato. Servo due bicchieri di acqua con il ghiaccio ed esco…

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Società misogine

Tradotto da Monica Manicardi “Violentano una donna alla fermata del treno di questa stazione”, disse il presentatore al notiziario, senza scomporsi, con la faccia che hanno quelli che vedono la violenza di genere come una cosa naturale. Quante donne sono violentate nelle stazioni di autobus e dei treni durante il giorno nel mondo? Una cosa naturale per la società che siamo. “La tal sportiva del tal paese è stata trovata morta nelle sponde di un fiume, le avevano asportato un seno e le avevano tagliato la testa”, disse la giornalista sportiva nella televisione nazionale, senza battere ciglio, successivamente la presentatrice le…

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Se le utopie sono realizzabili

Tradotto da Monica Manicardi E’ ciò che ha  la speranza, che in inverno ci fa pensare nella primavera e nella rugiada dei fiori esplodendo al suono del cinguettare degli uccelli che tornano dopo la loro lunga assenza. A breve smetterà, diciamo quando rimbombano gli acquazzoni sui tetti di lamiera nei ghetti e le perdite sono un dolore in più del paria, mentre le strade si trasformano in fiumi dove i bambini saltano e giocano con le loro barche di carta, con la fame nella pancia e i sogni si diffondono di innocenza. Già marginati ai tempi dei loro antenati. La legna…

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Sopravvissuta alla frontiera

Rassegna del libro Storia di una indocumentata, attraversamento nel deserto di Sonora-Arizona Tradotto da Monica Manicardi Ogni volta che scrivo rassegne per questo libro, cambio di umore perché  mi tocca vivere nuovamente la traversata che ho compiuto dal mio paese d’origine verso gli Stati Uniti, senza documenti, come uno di quei milioni di migranti in transito che attraversano la frontiera della morte.  Ho avuto la fortuna di sopravvivere a questo confine, perciò esiste questo libro. Tuttavia sono dovuti trascorrere una decina d’anni, perché durante  quei dieci anni una depressione profonda, la depressione del dopo frontiera si è insediata in me con notti di ansietà…

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Il germe del fascismo

Tradotto da Monica Manicardi Come un male ereditario nelle nuove generazioni si riproduce con facilità perché sono generazioni  indifese, lasciate alle intemperie, consumati che come residui sono lanciati alle urne, alle strade, alla vita. Infestati da questo gene che si esaurisce in un battito di ciglia queste generazioni non conoscono le primavere, hanno vissuto in letargo in stanze scure da sempre, non conoscono il calore del sole né l’allegria  del gorgheggiare degli uccelli, sono incapaci di sentire qualcosa che sia al di fuori dal margine dal suo radar di fascista. Non sanno persino chi sono, perché mancano di ragionamento. Queste generazioni sono…

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La solitudine del popolo Ixil

Tradotto da Monica Manicardi Quando ci avvolge la nostalgia ascoltando Luna de Xelajù,  la chirimìa e il tum, o quando ci meravigliamo dei giganteschi aquiloni di Santiago Sasatepéquez. Quando i multicolori dell’abbigliamento dei Popoli d’Origine ci lasciano senza voce, a bocca aperta; all’improvviso ci prende un non so che  molto simile all’orgoglio  verso il Guatemala multiculturale. E’ quello che esportiamo: qualcosa che chiamiamo folklore. I Popoli Indigeni sono utilizzati per questo, per essere il folklore del Guatemala dinanzi al mondo. Questi abbigliamenti dei Popoli Indigeni sono rappresentati in coperte, tovaglioli, portafogli, zaini, tovaglie che abbiamo preso nel caso che andiamo a vivere all’estero…

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La linfa della bagassa

Tradotto da Monica Manicardi Ci hanno fatto credere che il progresso è nel cemento, che il cemento è il progresso. Ci hanno fatto credere che l’industrializzazione è la prosperità delle società. Che per industrializzare si deve disboscare brutalmente e sterminare i popoli interi: rubandogli  l’acqua, la terra, il cibo e qualsiasi mezzo vitale di sussistenza. Questi popoli, ci hanno detto: non importa e che se si oppongono bisogna distruggerli  con una dura repressione, per questo i genocidi funestano la memoria collettiva. Ci hanno detto che la civilizzazione è un concetto necessario per la sopravvivenza dell’umanità, che noi i docili siamo questi esseri…

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