La nostalgia di Hilariòn

Tradotto da Monica Manicardi Ha finito il secondo turno alle tre del pomeriggio, ha lavorato dalle 5 alle 10 del mattino in un negozio di mobili tagliando legna e dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio il secondo turno, pulendo uffici. Prima di iniziare il  terzo turno dove lavora come aiutante cameriere in un ristorante libanese, si ferma in un supermercato messicano per inviare ogni settimana rimesse di denaro alla sua famiglia a San Sebastián, Retalhuleu, Guatemala; è domenica e lavora come tutti gli altri giorni. Una fila enorme lo aspetta al supermercato, c’è sempre gente che manda soldi a…

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In un’alba di ghiaccio nero

Tradotto da Monica Manicardi Esce dal lavoro alle sei di sera, oggi ha pulito due case, l’ultima ha impiegato più tempo del dovuto perché i suoi datori di lavoro iraniani hanno celebrato il natale, un natale tardivo che si celebra il 7 di gennaio nel calendario Juliano, così le ha spiegato la padrona di casa in diverse occasioni capitando nel bel mezzo del lavoro raccontandole storie del suo paese e del suoi antenati. Tomasina la lascia sempre parlare senza smettere di lavorare, capisce a malapena l’inglese. Quando è arrivata ha trovato la casa sottosopra,  i suoi datori di lavoro non  considerano che  è…

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Il primo di gennaio, un giorno in più

Tradotto da Monica Manicardi Compra la gallina nelle prime ore del  mattino, le verdure con cui accompagnerà il piatto e la frutta per il punch, Catalina vuole fare i tamales, ma c’è  molto lavoro per lei  che è da sola considerando che quando torna stanca dal lavoro ha appena  l’energia per pulire l’appartamento dove vive con i suoi due figli. Juan, 12 anni, e Guadalupe, 3.  Ma stavolta deve portare i panni in lavanderia, nell’edificio dove abitano non ci sono lavatrici, sarà in ritardo nel preparare la cena di fine anno. Catalina emigrò negli Stati Uniti da Totonicapán, Guatemala. Da uno dei suoi villaggi all’interno…

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Xiomara Castro, il rinascere dell’Honduras

Tradotto da Monica Manicardi Hanno fatto molto male le umiliazioni subite dai migranti centroamericani privi di documenti che hanno cercato di attraversare il Messico per raggiungere gli Stati Uniti, cercando di salvarsi dalla violenza istituzionale del narco-Stato; nel caso del Guatemala, El Salvador e Honduras.  Il famoso triangolo del nord tanto sbandierato qua e là dai politici nel discorso delle imprese multinazionali  a fronte di una briciola che gettano dalla sedia a dondolo su cui si sdraiano; placidi e indifferenti, si prendono le viscere della terra che stanno prosciugando, perché non è la loro, è quella dei popoli che sono stati disonorati…

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Odiare Cuba solamente perché è così

Tradotto da Monica Manicardi Noi, la generazione dell’oblio, il branco di bambini di Pirro cresciuti nella dittatura post dittatura latinoamericana, non ci hanno lasciato altro che lo scarto. Ci hanno tolto i libri di testo, le lezioni di Educazione Musicale, le lezioni di arte, le lezioni di Educazione Fisica, all’improvviso ci hanno tolto il cortile della scuola, ci hanno lasciato senza banchi, senza tetto e infine senza scuole; in questi paesi saccheggiati da folle di bambini ingrati che osavano sputare le viscere da cui provenivano. E un giorno ci hanno lasciato senza casa. Quindi affamati succhiavamo il fiele del tradimento…

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L’arrivo dell’alba

Tradotto da Monica Manicardi Gli ultimi tre anni delle elementari,  l’ora della ricreazione la passavo  con le orecchie d’asino, guardando verso il muro in direzione della scuola. Era la mia punizione in tutti le pause, non ce n’era una  di cui potessi usufruire. Ho sempre voluto di più, ho desiderato più di quanto le circostanze della mia vita mi permettessero, ho sempre sognato la libertà e l’equità fin dalla tenera età. Quindi ero una bambina tremenda che era fuori dalla norma, piena di energia, che pensava di essere  un’altra capra della mandria che pascolava, che non è mai tornata nel gregge. Nelle ricreazioni chiedevo…

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Guatemala: il silenzio che uccide

Tradotto da Monica Manicardi Da generazioni ci è stato detto, fin dalle post-dittature, che le mosche non entrano nelle bocche chiuse, quindi ci abbandoniamo  e siamo così sfacciati, perché non si tratta della paura di ciò che hanno vissuto i nostri nonni nelle dittature, ma di voltarsi a guardare dall’altra parte quando la violenza la vivono le popolazioni originarie che sono sempre state viste come facchini al servizio dei meticci urbani. I più abbattuti, i poveri, gli sfruttati fino a fargli scoppiare la pelle, quelli uccisi in massa. Se ci sono persone che sono state aggredite nella storia dell’America Latina, sono…

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La resistenza attraverso la scrittura e l’arte

Tradotto da Monica Manicardi La mia espressione scritta è nata dalla mia inespressività verbale. Non sono mai riuscita a comunicare con gli umani, dentro di me abitano mondi e vulcani in eruzione, ma fuori sono un iceberg, la ruvidezza stessa. Mi è difficile avvicinarmi alle persone, non sono timida, anzi sono audace, ho facilità di parola grazie alla mia Alma Mater, il mercato dove sono cresciuta vendendo gelati, quell’esperienza mi ha insegnato a farmi strada  e cercare la vita correndo, la vergogna non serve per la  sopravvivenza; quindi grazie a quegli anni usciti dai commensali per offrire loro i buonissimi gelati che…

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Perché siamo mandriani

Tradotto da Monica Manicardi In Guatemala, ad esempio, un  piccolo pascolo dove pullulano  razzisti, classisti, xenofobi, omofobi e corrotti, essere nero è peggio che essere indigeno, il nero è all’ultimo posto non solo nelle classi sociali, ma anche nei diritti umani. Nessuno vuole avere un amico nero, un datore di lavoro nero, un insegnante nero, una moglie nera, figli neri. E anche se sembra incredibile perché anche le popolazioni indigene sono state sfruttate ed escluse, nemmeno loro vogliono relazionarsi con i neri, sarebbe la fine! I neri  solo servono  per una cosa, muoiono per avere un amante nero, ma non avranno mai una moglie…

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La patria dell’indocumentato

Tradotto da Monica Manicardi Dopo la recinzione  la patria diventa un desiderio  ricorrente. I clandestini lo sanno più di chiunque altro. Diventa come una  vecchia lettera di carta strappata dopo essere  piegata più volte. È nel ricordo dei giorni di pioggia, del campo di grano in crescita, dei fiori freschi di chipilín e dell’aroma del caffè cotto in una pentola di terracotta. La nebbia della terra che è stata lasciata dall’altra parte del recinto attraversa i confini e si insinua tra le fessure delle finestre dei grattacieli dove  lavorano pulendo i bagni e i pavimenti le generazioni che sono dovute emigrare perché nella propria terra,  hanno…

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Progressisti dei social media

Tradotto da Monica Manicardi L’America Latina è infestata da grandi progressisti dei social media. Alcuni con la pelle più dura dicono che sono rivoluzionari. Come in altri tempi, dove la carta tollerava tutto, ora sono i social network. Sono il catalizzatore per eccellenza della nostra mediocrità umana. Dicono che oggigiorno tutti hanno i social, ma no, non chiunque,  solo quelli che possono avere accesso a un computer, a uno smartphone o a un tablet, che hanno la possibilità per pagare internet a casa, il popolo non ha nemmeno accesso a una tortilla salata.    I social network appartengono alla classe media e…

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Dare dignità alla periferia

Tradotto da Monica Manicardi Storicamente per la società classista e razzista, nella periferia si uniscono tutti i mali del mondo, quindi, chi viene dalla periferia automaticamente deve essere: ladro, violento, estorsore, stupratore, assassino e tutto ciò che  alla mente umana le viene in mente. Rimuovere questo segno è un compito enorme perché lo stigma è una specie di DNA. Perché essere di periferia diventa un impedimento per trovare un lavoro, per studiare, per stabilire relazioni interpersonali al di fuori di esso. La gente vede una persona di periferia come un criminale a cui prestare attenzione. È escluso l’inserimento. Ecco perché essere…

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L’uomo assiro e le mie bacchette di bambù

Tradotto da Monica Manicardi Sto cercando bastoncini di bambù per legare i fusti dei girasoli che stanno crescendo e già cominciano a piegarsi, cammino tra gli scaffali pieni di fioriere di una varietà estive, colori di fiori di fuoco, gialli di varie sfumature e i verdi delle foglie che vanno dal verde bottiglia al verde avocado. Dalle sfumature della pitaya ai fucsia, agli arancioni brillanti. Gli anziani vengono assunti temporaneamente per prendersi cura dei fiori di stagione; si vedono che li innaffiano, che rimuovono le foglie secche e li mettono con cura sugli scaffali. I giovani sono nell’area della terra…

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