Generazioni sconfitte

Tradotto da Monica Monicardi

L’America Latina, con i suoi multicolori, la sua fecondità, i suoi Popoli d’Origine i suoi martiri, è una terra di contraddizioni, tra queste le generazioni sconfitte; agiate all’ombra della sfacciataggine, dell’opportunismo  e dell’indifferenza. Generazioni che si rifiutano di una identità propria e che calpestano ogni traccia della memoria e della dignità.

Generazioni inette, addormentate, incapaci di cavarsela da soli. Incapaci di osare a creare, a discutere, a formulare un’analisi propria, perché si sono abituati  a fare il copia incolla; a nascondersi dietro le parole e le azioni di altre persone, perché facendolo non richiede nessuna responsabilità.  Perciò sono i burattini con i quali si burla un sistema di dominazione, che ogni volta si fonda sempre più  sulla radice inerte di quelli che dimenticano con facilità, perché vivono fluttuando dentro una  bolla di indifferenza e individualismo. Sigue leyendo

Generazioni sconfitte

Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde

L’America Latina, con i suoi colori, la sua fecondità, i suoi Popoli Originari e i suoi martiri, è una terra di contraddizioni, tra queste le generazioni sconfitte; sistemate all’ombra della sfrontatezza, l’opportunismo e l’indolenza. Generazioni che negano la propria identità e che calpestano ogni traccia di memoria e dignità.

Generazioni inette, intorpidite, incapaci di camminare sulle proprie gambe. Incapaci di trovare il coraggio di creare, contestare, formulare una propria analisi, abituate a copiare e incollare; a nascondersi dietro le parole e azioni di altre persone, perché questo non richiede alcuna responsabilità. Sono quindi marionette delle quali si burla un sistema di dominazione, che sempre più si fonda sulla radice inerte di chi dimentica facilmente, perché vive in una bolla fluttuante di indolenza e individualismo.  Sigue leyendo

Gerações vencidas

Tradução do Eduardo Vasco, Diário Liberdade

A América Latina, com suas várias cores, sua fecundidade, seus Povos Originários e seus mártires, é uma terra de contradições, entre elas as gerações vencidas; acomodadas na sombra do descaramento, o oportunismo e a indolência. Gerações que se negam a uma identidade própria e que pisam em todo o rastro de memória e dignidade. Sigue leyendo

Tráfico e abuso a migrantes indocumentados em trânsito

Tradução do Revista Diálogos Do Sul 

O pesadelo de migrar sem documentos é por si só terrível e a isso se agrega o fato de ser vítima de tráfico para exploração sexual, de trabalho e tráfico de órgãos; homens, mulheres e crianças, sendo as mulheres e crianças as mais vulneráveis. Sem deixar de mencionar a comunidade LGBTI que além de ser discriminada sofre um abuso maior devido à homofobia e o patriarcado.

A população indocumentada é exposta a todo tipo de abuso, tanto de máfias como de autoridades governamentais dos países de origem, trânsito, destino e retorno. Um migrante em trânsito vive em situação delicada devido ao status social que o expõe aos perigos e abusos por sua condição de indocumentado. Sigue leyendo

Recensione al libro di Ilka Oliva Corado (Edizioni Arcoiris, 2017)

Mis amores, les comparto la reseña de mi libro de Travesía, que realizó David Lifoni, en Peacelink

Recensione al libro di Ilka Oliva Corado (Edizioni Arcoiris, 2017)

Storia di una indocumentada. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona

25 luglio 2017 – David Lifodi
Quando Ilka Oliva Corado attraversa la frontiera che separa il Messico dagli Stati uniti non ha nemmeno il tempo per tirare il fiato. La sua è una lotta per la sopravvivenza, per conquistarsi il diritto a vivere in uno stato, gli Usa, che si proclama il più ricco del mondo, ma che si caratterizza per l’esclusione sociale. Nel suo Storia di una indocumentada. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona, la giovane donna guatemalteca, che affronta questo viaggio nel 2003, quando ha soltanto 24 anni, è testimone non solo di un cammino irto di pericoli, ma anche del suo essere donna in un contesto di estrema violenza.

Oggi che Ilka vive negli Stati uniti ed è un’ottima giornalista ed autrice di numerosi libri (l’ultimo, Transgredidas, è una raccolta di violenze sulle donne), è riuscita ad elaborare la dolorosa e sofferta esperienza della migrazione, ma c’è voluto del tempo. Nel suo blog, Crónicas de una inquilina, “ci sono capitoli della mia vita in questa catarsi di una migrante indocumentada domestica di professione”. Troppo l’orrore che Ilka Oliva Corado è stata costretta a vivere in prima persona e, al tempo stesso, tante le vite che ha vissuto questa ragazza. Venditrice di gelati nel mercato di Ciudad Peronia, alla periferia di Città del Guatemala, arbitro di calcio, migrante senza documenti nella mani dei coyotes, indomita e ribelle di fronte alle difficoltà del deserto e agli abusi della polizia di frontiera, Ilka nel suo libro non racconta soltanto la sua esperienza di migrante che si deve guardare da vere e proprie battute di caccia della polizia di frontiera, la migra, ma denuncia il sistema che regge la migrazione illegale della frontiera sud degli Stati uniti e la tratta delle persone. Al tempo stesso, l’autrice del libro confessa che per anni, in lei, si è installata la depressione post-frontiera, che l’ha resa una persona malinconica al solo pensare alle migliaia di desaparecidos del deserto, coloro che non ce l’hanno fatta e sono morti di fame, di sete, di stanchezza, oppure sono stati finiti dalla polizia di frontiera o dalle bande criminali.

Il suo viaggio verso gli Stati uniti parte dal suo paese natale, il Guatemala, terra bellissima e straziata da uno dei conflitti armati più lunghi nella storia dell’America latina, dove i maya, oggi come ieri, sono considerati alla stregua degli animali. Ed è proprio così che si sente Ilka quando, dopo essere scesa all’aeroporto di Città del Messico ed aver incontrato la prima di una lunga serie di coyotes che, a seguito di un altro trasferimento aereo la conduce alle porte del deserto, deve fare i conti con la migra ed il razzismo radicato dei suoi agenti. Nel deserto di Sonora-Arizona il valore della vita perde valore. Ognuno pensa solo a se stesso, lo ribadisce più volte sia il coyote che guida il gruppo di Ilka nell’attraversamento del deserto sia quello che la conduce a destinazione nell’Illinois: “Ti consegneremo, ma se qualcosa va male ti uccidiamo”, viene avvertita la donna con una pistola puntata alla tempia. Lo stesso attraversamento della frontiera rappresenta, in un certo senso, un sistema di esclusione naturale, come racconta Ilka descrivendo l’attraversamento del confine: “Centinaia di migranti iniziarono a saltare le recinzioni di filo spinato nel tentativo di arrivare dall’altra parte senza essere intercettati dalle pattuglie di frontiera… la disorganizzazione totale, l’angoscia e la paura trasformarono quei fili spinati in armi bianche che si riempivano di sangue fresco: rimanevano impigliati pezzi di carne, pelle e capelli”.

Anfibia nel deserto, tra cactus che conficcano le spine nella pelle e dirupi, Ilka e i suoi compagni di viaggio cercano di fuggire dalla polizia di frontiera, un’orda di agenti fanatici e razzisti che accusa i migranti di rubare il lavoro ai cittadini statunitensi e al tempo stesso urla loro di avere le spalle coperte nel caso in cui decidano di ammazzare i “rifiuti latinoamericani” che intendano entrare nel loro paese. E poi la caccia vera e propria agli indocumentados, con mazze da baseball, pistole, vetture accalappiacani, aerei ed elicotteri. Ilka, da ex arbitro di calcio, riesce a giocare la sua partita: fermarsi significa soccombere. È la sua determinazione che le permette di salvarsi e, come ha scritto Alessandra Riccio nella post-fazione, “di questa sua condizione di indocumentada Ilka ne fa un vanto. Vivere la condizione di: clandestina, latina, bisessuale, povera, le ha dato una consapevolezza della sua appartenenza ad una parte dell’umanità  che rifiuta il modello di vita imperante  al quale non intende adattarsi e che, anzi, combatte in nome di un altro mondo possibile”.

“Libertà di movimento, libertà senza confini” è ciò che era scritto su un enorme striscione che, nel luglio 2001, apriva le giornate di contestazione al G8 di Genova. Ancora oggi migrare è considerato un reato, nella fortezza Europa come in quegli Stati uniti che pure non andrebbero avanti per molto senza la presenza dei latinos indocumentados. Ilka è una sopravvissuta alla frontiera con buona pace di tutti coloro che intendono innalzare nuovi muri.

Storia di una indocumentada. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona

di Ilka Oliva Corado

Edizioni Arcoiris, 2017

Pagg. 86 

€ 10

 

Storia di una indocumentada. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona

Mis amores, les comparto esta reseña en italiano acerca de mi libro de Travesía. Agradezco a David Lifodi por haberla escrito.


Recensione al libro di Ilka Oliva Corado (Edizioni Arcoiris, 2017)

di David Lifodi, La Bottega del Barbieri

Conosco Ilka Oliva Corado per i suoi articoli di analisi politica e sociale su Alainet. Quando parla del suo paese, il Guatemala, o della realtà latinoamericana, è un fiume in piena. Ilka è stata una indocumentada che adesso vive negli Stati uniti dopo un viaggio compiuto nel 2003 al limite della sopravvivenza. Ha impiegato del tempo per trovare il coraggio non tanto di raccontare, quanto di rivivere, la sua odissea caratterizzata dall’attraversamento del deserto di Sonora-Arizona, braccata dalla migra, la polizia di frontiera statunitense, che l’ha definita “rifiuto latinoamericano”. Glielo hanno urlato in faccia, più volte, a lei e alle migliaia di indocumentados che in quel momento stavano cercando di lasciarsi alle spalle i problemi per i quali fuggivano dai paesi di origine. Ilka Oliva Corado è una delle fortunate che ce l’hanno fatta e adesso, in qualità di giornalista, ha potuto raccontare il suo viaggio dal Guatemala agli Stati uniti nel suo libro Storia di una indocumentada. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona. Sigue leyendo

Generaciones vencidas

América Latina, con sus multicolores, su fecundidad, sus Pueblos Originarios y sus mártires, es una tierra de contradicciones, entre éstas las generaciones vencidas; acomodadas en la sombra del descaro, el oportunismo y la indolencia. Generaciones que se niegan a una identidad propia y que pisotean todo rastro de memoria y dignidad.

Generaciones ineptas, adormecidas, incapaces de valerse por sí mismas. Incapaces de atreverse a crear, a cuestionar, a formular un análisis propio, que se acostumbraron a copiar y pegar; a esconderse atrás de las palabras y acciones de otras personas porque hacerlo no exige responsabilidad alguna por los actos propios. Son pues, las marionetas con las que se burla un sistema de dominación, que cada vez se cimienta más sobre la raíz inerte de los que olvidan con facilidad, porque viven flotando en una burbuja de indolencia e individualismo. Sigue leyendo

Trafficking and Abuse of Undocumented Migrants in Transit

Translated  by Marvin Najarro 

Already the nightmare of migrating without documents is terrible enough as to add to it being the victim of trafficking for sexual exploitation, labor, and of organs of men, women and children, with the latter two being the most vulnerable. Not to mention the LGBTI community which besides being discriminated against, suffers a great deal of abuse due to homophobia and patriarchy.

The undocumented is a population constantly exposed to all types of abuse, both from mafias and government authorities of the countries of origin, transit, destination and return. A migrant in transit lives in a delicate situation because of the social status that exposes him to the dangers and abuses of his situation as an undocumented. Sigue leyendo

Traffico e abusi sui migranti indocumentati in transito

Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde

Già di per sé l’incubo di migrare senza documenti è terribile manca solo aggiungerci l’essere vittima di tratta per lo sfruttamento sessuale, lavorativo, e traffico di organi; di uomini, donne e bambini, essendo donne e bambini i maggiormente vulnerabili. Senza dimenticare di menzionare la comunità LGBTI che oltre ad essere discriminata soffre un maggiore abuso dovuto all’omofobia e al patriarcato.

Quella indocumentata è una popolazione esposta costantemente a ogni tipo di abuso, sia delle mafie così come delle autorità governative dei paesi di origine, transito, destinazione e ritorno. Un migrante in transito vive una situazione delicata dovuta allo status sociale che lo espone ai pericoli e abusi derivanti dalla sua condizione di indocumentato.  Sigue leyendo

Traffico e abuso sui migranti indocumentati in transito

Tradotto da Monica Monicardi

Già di per sé l’incubo di migrare senza documenti è terribile, ci manca solo essere vittima del traffico per sfruttamento sessuale, lavorativo e traffico di organi; di uomini, donne e bambini, soprattutto le donne e i bambini sono i più vulnerabili. Senza dimenticare di citare la comunità LGBTI che oltre ad essere discriminata soffre un abuso maggiore causato dalla omofobia e dal patriarcato.

Quella indocumentata è una popolazione esposta costantemente ad ogni tipo di abuso, tanto dalla mafia quanto dalle autorità governative dei paesi di origine, di transito, di destino e di rimpatrio. Un migrante in transito vive in situazione delicata causata dallo stato sociale che lo espone davanti ai pericoli e agli abusi per le sue condizioni di indocumentato. Sigue leyendo

Låt oss tala om patriarkatet

LatiCes översättare: Ulla Petré Cañadas

Patriarkatet borde vare ett samtalsämne på samma sätt som fotboll, musik, litteratur, konst, film. Det borde talas om patriarkatet och dess konsekvenser i skolan, på universitetet, i det sociala umgänget, överallt och alltid.

Varför? Därför att det är vår fiende som vi har att besegra, och ett tema som inte bara berör feminister. Man behöver inte vara feminist för att tala om patriarkat. Patriarkatet skadar oss alla, vissa mer än andra, för en man blir inte dödad på grund av sitt kön, vilket kvinnor blir.

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Tráfico e abuso de imigrantes indocumentados em trânsito

Tradução do Eduardo Vasco, Diário Liberdade

Por si só o pesadelo de imigrar é terrível a ponto de encaixar o indivíduo vítima de tráfico para exploração sexual, laboral e tráfico de órgãos; de homens, mulheres e crianças, sendo as mulheres e as crianças os mais vulneráveis. Sem deixar de mencionar a comunidade LGBTI que, além de ser discriminada, sofre um abuso maior devido à homofobia e patriarcado.

A indocumentada é uma população exposta constantemente a todo o tipo de abuso, tanto de máfias como de autoridades governamentais dos países de origem, trânsito, destino e retorno. Um imigrante em trânsito vive em situação delicada devido ao status social que o expõe aos perigos e abusos por sua condição de indocumentado. Sigue leyendo

La larga noche de una indocumentada guatemalteca

Mis amores, les comparto la reseña en español que hizo Andrea Pezzé sobre mi libro de Travesía, ya publicado por la editorial Adizioni Arcoiris  en Italia.


La larga noche de una indocumentada guatemalteca

Existe un sinnúmero de obras literarias en las que, tras una larga estela de hazañas, descubrimos su esencia real, el ensueño. La costumbre de otorgarle a la literatura una densidad onírica (herencia shakespeariana, calderoniana) es tan arraigada que a menudo sospechamos de la veracidad de una historia. Al no parecernos admisible, viramos hacia la conclusión de que nos encontramos frente a la narración de un sueño. Se conocen densos trabajos críticos (por ejemplo, alrededor de algunas aventuras del Don Quijote) que tratan de demostrar que el tiempo de la historia se acerca mucho al cero, y el tiempo de la narración es más o menos largo. Dicho de otra forma, puede pasar que aunque no se nos ofrezcan claras referencias al sueño, estamos convencidos de que sí lo es. Sigue leyendo

La lunga notte di una clandestina

Mis amores, les comparto la reseña en italiano que hizo Andrea Pezzé sobre mi libro de Travesía, ya publicado por la editorial Adizioni Arcoiris  en Italia.


Scritto da  Andrea Pezzè

Sono numerose le opere letterarie che, alla fine di un lungo dipanarsi di peripezie, si mostrano nella loro essenza, un sogno. Tendiamo così tanto ad attribuire alla letteratura la densità delle nostre materie oniriche (eredità shakespeariane, calderoniane) da sospettare spesso sulla plausibilità di una narrazione. Se non ci sembra credibile, allora deve trattarsi di un sogno. Ci sono lavori di critici (ad esempio, su alcuni episodi del Don Quijote) volti a dimostrare che il tempo della storia è molto prossimo allo zero, mentre quello della narrazione è più o meno lungo. In poche parole, anche quando non ci vengono dati espliciti riferimenti al sogno, insistiamo sulla possibilità che lo sia.

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Entrevista radial en El Periodismo Idiota, Tucumán, Argentina

Mis amores, les quiero compartir el enlace de una entrevista radial que tuve el día lunes en la mañana, en el programa radial El Periodismo Idiota, en Tucumán, Argentina. Es una entrevista que nunca olvidaré, porque Sol, la directora del programa me dio una sorpresa increíble, tenía ahí de invitado para mí, a Adrián Sosa, cantor, sobrino de Mercedes Sosa; y bueno ustedes saben mi historia con Mercedes y la Violetona Parra. No solo pude saludarlo, Adrián, tan lindo, me cantó Volver a los 17, de la Violetona que ha interpretado maravillosamente Mercedes Sosa.

Ni en mis sueños  yo iba a imaginar algo  así. A veces la vida, tiene esos instantes dulces, mágicos, maravillosas, inolvidables.

Les dejo el enlace del audio y agradezco de nuevo a Sol y a Adrián, por esa linda sorpresa, y a la gente linda de Tucumán.

Besos,

Ilka.

 

Audio

Let’s talk about patriarchy

Translated  by Marvin Najarro 

Patriarchy should be a topic of conversation, as when we talk about football, music, literature, art, movies, etc., etc.

We should speak of patriarchy and its consequences, in school, college, social gatherings, everywhere and at all times.

Why? Because it is our enemy to defeat, and it is not a theme that involves only feminists, we do not have to be feminist to talk about patriarchy; patriarchy is hurting us all, some more than others, because a man doesn’t get killed because of his gender, but women do.

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Mis textos en el Instituto Patria, Argentina

Imagen

Mis amores, quiero compartirles una alegría, el Instituto Patria en Argentina, ha abierto las puertas a mis artículos. Honrada y agradecida por esta oportunidad, por lo que significa para el amor y las quimeras…

Dedicado con amor a los parias, a los vendedores de mercado y a los inmigrantes indocumentados del  mundo entero. A mi natal Comapa y a mi gran amor, Ciudad Peronia.

Enlace aquí: http://www.institutopatria.com.ar/ptr/hablemos-de-patriarcado/

Falemos de patriarcado

Tradução do Eduardo Vasco, Diário Liberdade

O patriarcado deveria ser tema de conversas, como quando falamos de futebol, de música, de literatura, de arte, de filmes…

Deveria se falar de patriarcado e suas consequências na escola, na universidade, em reuniões sociais, em todos os lados e todas as horas.

Por quê? Porque é nosso inimigo a ser vencido, e não é temática que envolve somente feministas, não é preciso ser feminista para falar de patriarcado; o patriarcado prejudica a todos, a uns mais que outros, porque não matam um homem por causa de seu gênero, uma mulher sim. Sigue leyendo

Parliamo di patriarcato

Tradotto da Monica Monicardi

Il patriarcato dovrebbe essere un tema di conversazione, come quando parliamo di football, di musica, di letteratura, di arte, di film…

Si dovrebbe parlare del patriarcato e delle sue  conseguenze, nella scuola, nell’università, nelle riunioni sociali, ovunque e a tutte le ore.

Perché? Perché è il nostro nemico da battere, e non è un argomento che riguarda solamente le femministe, non bisogna essere femministe per parlare di patriarcato; il patriarcato ci reca danno a tutti, ad alcuni più di altri, perché non uccidono un uomo per il suo genere, la donna sì. Sigue leyendo

Tráfico y abuso a migrantes indocumentados en tránsito

Ya de por sí la pesadilla de migrar sin documentos es terrible como para agregarle el ser víctima de trata para explotación sexual, laboral y tráfico de órganos; de hombres, mujeres y niños, siendo las mujeres y los niños los más vulnerables. Sin dejar de mencionar a la comunidad LGBTI que aparte de ser discriminada sufre un abuso mayor debido a la homofobia y patriarcado.

La indocumentada es una población expuesta constantemente a todo tipo de abuso, tanto de mafias como de autoridades gubernamentales de los países de origen, tránsito, destino y retorno. Un migrante en tránsito  vive en situación delicada debido al estatus social que lo expone ante los peligros y abusos por su condición de indocumentado. Sigue leyendo