Distruggere il progressismo e i suoi leader

Distruggerli per distruggere il popolo latinoamericano

Tradotto da Monica Manicardi

Non ci deve essere nessuna traccia  del Latinoamerica progressista, nessuna impronta del Niño Arañero, di Nèstor, di Lula, di Dilma, nessuna impronta di Evo, di Correa, di Maduro, nessuna impronta di Mujica, di Lugo, di Manuel Zelaya. E ovviamente, nessuna traccia di Cristina.  E non vi è alcun dubbio che hanno cercato di distruggere anche Lòpez Obrador. Distruggere i leader per distruggere il popolo. Distruggere la Memoria Storica perché distruggendo alla radice non ci saranno germogli e i popoli vuoti si trasformeranno in marionette e materia amorfa gestibili per i criminali dell’oligarchia latinoamericana e mondiale.

Per distruggere i leader bisogni esporli come corrotti, ladri, come traditori, bisogna inventare conti bancari milionari all’estero, falsificare le loro firme, manomettere fotografie e video e farli apparire colpevoli di truffe milionarie. Bisogna pagare forti somme di denaro ai mezzi di comunicazione corporativi e corrompere giornalisti  affinché creino un clima di disinformazione e confondano la popolazione,  minarla e  bombardarla giorno e notte, secondo per secondo fino a farle credere e ripetere quello che le bande criminali vogliono:  odiare e attaccare i leader che hanno reso possibile il cambiamento di 15 anni di  progressismo e diritti nella regione. 

No, nessuno rimane a mani vuote, coloro che vivono  dello sfruttamento e hanno visto in pericolo le loro mafie durante questi 15 anni, già si sapeva che se ne andranno con tutto il potere dell’immunità contro di loro: molestarli, attaccarli, violentarli nei loro diritti affinché questo seme nel quale si sono trasformati non fiorisca.

Senza leader, senza la Memoria Storica, senza informazione e conoscimento, senza strumenti per lo sviluppo i popoli sono masse amorfe. Fiumi di acque calme, un popolo che no sa dove si trova è un popolo nel limbo, che non sa dove va, incapace di difendere i propri diritti ed esigere la giustizia. In questo stanno cercando di trasformare i popoli che sono stati   beneficiati con le politiche  di coinvolgimento in questo governo. Il potere dell’immunità è enorme ma il potere del popolo è maiuscolo, è per tale ragione che questo deve avere la coscienza e l’analisi, deve creare il caos che provochi l’azione che faccia tremare i baluardi del neoliberismo che provi a  reprimere la dignità e tutta la lotta; e di  conseguenza difendere l’onore dei leader che lo hanno nobilitato.

Non riescono, non sono mai riusciti contro la forza, l’indignazione, la identità e la ribellione di un popolo che lotta per la propria sovranità. E’ la sovranità quella che cercano di sottrarre, perché un popolo dipendente, schiavizzato nella ignoranza è terra fertile per le oligarchie criminali.

Hanno fatto molto i leader del progressismo per il popolo latinoamericano che tale affronto al potere del capitale non li perdonerà. Che siano i popoli, riconoscenti e ribelli quelli che lottano contro tutta l’imposizione che provi a toglierli i risultati ottenuti. Per questo ci dobbiamo responsabilizzare individualmente e in collettività  nell’informare, nel dialogare, nell’indagare, analizzare e mobilitare: tutto dal nostro luogo e dalle possibilità. Tutti i nostri contributi sono necessari. Il potere è nella resistenza.

Siamo noi popoli quelli che facciamo fiorire il seme dei leader del progressismo. Siamo noi popoli quelli che difendiamo i loro diritti che sono anche i nostri. Siamo noi popoli che dimostriamo  che in Latinoamerica progressista non tornerà la beffa, l’abuso, l’esclusione e la mancanza di memoria. Siamo noi popoli quelli che in un unico grido di ribellione difendiamo la dignità che ci hanno restituito i leader del progressismo. E siamo noi popoli che con  la piena forza della legge facciamo pagare il tradimento e l’abuso  a coloro che hanno provato a disonorarci.

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Ilka Oliva Corado @ilkaolivacorado

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