Correa e la rivoluzione cittadina

Tradotto da Monica Manicardi

 

La dimostrazione più recente  di ciò che significa tradire un popolo si sta vivendo in questi momenti in Ecuador, che ha confidato pienamente in Lenin Moreno scegliendolo come il proprio presidente grazie a Rafael Correa che lo ha onorato sostenendolo in un momento critico per tutta l’America Latina; ma né Correa né noi popoli latinoamericani ci  saremmo immaginati che sarebbe stato il grande traditore degli ultimi cento anni nel continente e che con tutto il suo odio e la sua meschinità (perché sa benissimo che non riuscirà mai ad essere nemmeno la metà di  Correa) attaccasse le radici della Rivoluzione Cittadina per strapparla ed installare di nuovo nel paese la politica del terrore, dell’oppressione e del saccheggio.

Lenin Moreno, un burattino in più di quelli che già abbondano in America Latina, striscia assetato di potere ai piedi dei suoi padroni, un povero babbeo che obbedisce agli ordini delle mafie oligarchiche in cambio di briciole che gli buttano per terra e si toglie la fame con leccate agonizzanti.

Pensando che i suoi padroni  gli dessero una pacca sulla schiena e continuassero a lanciare briciole, ha cominciato  una persecuzione ideologica contro tutto quelli che osano solamente nominare il nome di Rafael Correa e a riconoscere il suo impressionante compito nella ricostruzione di un paese che aveva trovato in rovina.

Per intimidire le basi della Rivoluzione Cittadina ha messo una taglia sulla testa di Correa e appoggiato dalle marmaglie che fanno marcire il sistema di giustizia, ha seguito gli ordini dei suoi padroni che gli hanno chiesto di umiliare il presidente più dignitoso che abbia avuto Ecuador, dirigendo un ordine di cattura che cerca di metterlo in prigione e di esporlo come un criminale; affinché la radice non continui a germogliare, ma non sa che Correa è diventato il popolo e che risiede nelle colline innevate, nelle strade polverose, nelle case di fango, nei quartieri di lamina, nelle strade di praterie che rinverdiscono nel cuore di ogni latino. Correa e le basi della  Rivoluzione Cittadina sono una sola cosa.

E’ chiaro che quello che sta facendo Lenin Moreno è una copia di tutta una rete che colpisce l’America Latina ogni dieci anni, i padroni cercano i più spregevoli per leccargli le scarpe e si mettano ai loro piedi, affinché obbediscano ai loro ordini vendendo persino la propria madre in cambio di calci nel sedere che prenderanno quando non servono più nemmeno per raccogliere le briciole a leccate.

A Lenin Moreno si sono uniti coloro che trafficano con la informazione, i media delle corporazioni che manipolano, che nascondono la verità e che creano enormi diversivi  impedendo la visibilità alla popolazione, per evitare ad ogni costo una reazione massiccia che lo tolgono immediatamente dalla presidenza. Lenin Moreno è solamente il burattino che si siede nella poltrona presidenziale, non è capace di dirigere un paese, sta lì per ricevere ordini ed essere una farsa del sistema politico marcio che cerca di tornare.

Il suo attacco non è solo contro il popolo ecuadoriano e  le meravigliose fondamenta della Rivoluzione Cittadina, è contro i popoli dell’America Latina, Lenin Moreno, come tutti i presidenti neo liberali cerca di porre fine con la unità e l’avanzamento delle politiche progressiste dei leader della regione. Per questa ragione non solo ha fermato l’avanzamento della Rivoluzione Cittadina, cerca di sradicarla e che le ingerenze del capitale distruggano di nuovo con il popolo per farlo patire un’altra volta le miserie causate dalle imposizione. La continuità di Lenin Moreno nel governo è responsabilità assoluta del popolo ecuadoriano, se è disposto o no a lottare per la Rivoluzione Cittadina e la sua libertà.

Correa ha fatto il suo lavoro e in modo straordinario, la ricostruzione dell’Ecuador porta il suo nome: gli ha dato voce, risorse, ha rafforzato il seme, ha concimato la terra, adesso è il tempo in cui il popolo ecuadoriano dimostri se il seme è germogliato e se darà frutti.

Il popolo ecuadoriano permetterà il ritorno del terrore? La recessione ai tempi della paura, della fame  e dell’incertezza? Il tempo degli assassinii ordinati dal governo, le torture, le sparizioni forzate, le fosse clandestine? Il furto delle terre, gli ecocidi?  La corruzione e la politica clientelare?

Il popolo ecuadoriano sarà capace di  difendere quello che ha conquistato?

Che cosa deve ancora succedere  affinché l’Ecuador reagisca e tolga dal governo un traditore come Lenin Moreno, che sia giudicato e incarcerato in prigione? Troppo presto hanno dimenticato il modo in cui Correa lo ha valorizzato?

Che le manifestazioni dei giorni precedenti siano un soffio e un lampo che incendia i cuori libertari di coloro che hanno Memoria Storica e sono disposti a non lasciarsi sottrarre la bellezza della Rivoluzione Cittadina.

 

Questo testo può essere condiviso in qualsiasi blog o social network citanto la fonte di informazione  URL:  https://cronicasdeunainquilina.com

Ilka Oliva Corado @ilkaolivacorado

Deja un comentario

Este sitio usa Akismet para reducir el spam. Aprende cómo se procesan los datos de tus comentarios.