Il razzismo come DNA dell'umanità

Tradotto da Monica Manicardi
Ogni volta che esce un video di violenza da parte della polizia statunitense contro i discendenti afro, la notizia si diffonde come un esplosivo e fa il giro del mondo. Allora cominciano i tag nella rete sociale con il ripudio e la doppia morale. Ma vivo negli Stati Uniti e ho visto come gli asiatici discriminano i neri e i latini allo stesso modo, o come i latini discriminano gli asiatici ed i neri. O come i neri discriminano gli asiatici ed i latini. E’ tanto razzista un nero, un latino, un asiatico, un europeo come un anglosassone, perché? Perché il razzismo è patriarcale come la violenza di genere, come la omofobia, come la discriminazione.

Nessuno nasce razzista né omofobo né misogino; sono modelli con i quali siamo cresciuti e sono in casa, nella scuola, nella società, nel nostro ambiente e se andiamo in un altro paese del mondo lo troveremo perché non è territoriale; ci consuma, ci risucchia, e ci sputa inumani senza frontiere.
E’ lo stesso razzismo quello del anglo contro un nero di quello di uno che vive nella capitale contro colui che vive in campagna nel paese più inospitale del mondo, e quello di un meticcio contro un’indigena. Oppure lo vediamo nell’America Latina che criticano gli Stati Uniti ma argentini che discriminano i boliviani; o i cileni che discriminano i colombiani, gli haitiani e i dominicani. I domenicani che discriminano gli haitiani. Costaricani che discriminano i nicaraguensi; guatemaltechi che discriminano i salvadoregni e honduregni; messicani che discriminano i centroamericani.
E vediamo altri tipi di discriminazione interna, il modo in qui trattiamo agli afro latinoamericani o i Popoli d’Origine.
La discriminazione come entità patriarcale è sistematica e ci fotte tutti come la violenza di genere perché ad alcuni li trasforma in vittime e ad altri in carnefice. Ci danneggia a tutti, ad alcuni più degli altri. E noi in America Latina siamo ancora più fottuti perché abbiamo una buona dose di classismo incorporato come DNA post invasione spagnola. Chi ci fa scendere dalle nuvole?
Non c’è bisogno di andare molto lontano per vedere esempi di discriminazione per il colore, il credo, il peso, l’etnia, l’ideologia, l’identità. Sono proprio lì, nelle nostre case, nel quartiere, nella colonia, nel nostro popolo, nel nostro dipartimento, nel nostro paese, nel nostro continente.
Siamo come quelli che lanciano pestilenze contro i corrotti nei governi ma che beneficiano anche della corruzione in misura minore e lo giustificano. Tiriamo la pietra e nascondiamo la mano.
Coloro che violentano sono stati bambini, bambini che sono cresciuti con modelli patriarcali, maschilisti e misogini; questi bambini non sono nati in un altro pianeta, sono nati nel nostro, con noi come guida. Lo stesso con i genocidi i corrotti ed i razzisti; sono parte della nostra società, sono cresciuti fra noi, sono il risultato del patriarcato sistematico che tutti nascondiamo: alcuni più a conoscenza di altri ed altri in totale ignoranza. Un patriarcato che ha messo radici tanto profonde perché possiede la storia dell’umanità, che non si estirperà con un taglio netto ma che dovremmo abbatterlo poco a poco.
Il razzismo non è territoriale nemmeno capitalista perché tutti siamo consapevoli che conosciamo comunisti, socialisti e anarchici che lo sono. E molti maschi di sinistra che recitano i rosari di Marx ma che violentano le donne e discriminano gli omosessuali. Non sto raccontando bugie, tutti li conosciamo, li abbiamo visti, abbiamo abitato con loro, in molti casi siamo noi stessi.
E vediamo omosessuali che esigono il diritto al Matrimonio Ugualitario ma segnalano e disapprovano il diritto all’aborto, oppure vediamo che discriminano e offendono e persino aggrediscono discendenti africani per il colore, per il peso o per la forma fisica.
E vediamo in tanti a lottare nelle strade per i diritti umani e hanno nelle loro case impiegate domestiche alle quali non le viene pagato nemmeno il salario minimo e le sfruttano fino a farle crepare. La doppia morale non è territoriale, è il gene della nostra umanità.
Ogni volta che vogliamo vedere all’esterno e segnalare, abbiamo per prima cosa l’obbligo di vedere all’interno e studiare e individuare in cosa stiamo fallendo come esseri umani nella nostra casa e nel nostro ambiente, per iniziare da lì a fare i cambiamenti. Gli Stati Uniti non sono un’isola in mezzo al nulla, negli Stati Uniti vivono milioni di persone di tutto il mondo e vi assicuro che non è stato il paese che lo ha reso razzista, né omofobo, né misogino. Sono arrivati già così, perché ribadisco il razzismo è il DNA dell’umanità.
Per fortuna che non siamo ancora andati in altri pianeti a contaminarli con il nostro gene, perché in tal caso finirebbe l’universo. Con questo non sto a giustificare il razzismo che si vive negli Stati Uniti da parte della società nemmeno sto difendendo l’abuso della polizia contro i neri, bisogna sempre denunciare, in qualsiasi parte del mondo.
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Ilka Oliva Corado. @ilkaolivacorado contacto@cronicasdeunainquilina.wordpress.com

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