Generazioni senza memoria

Tradotto da Monica Manicardi
Quello che sta succedendo in America Latina in questo momento, dovrebbe essere di vitale importanza per le generazioni di chi non ha memoria. Tutti quelli che hanno meno di quarant’anni, si devono considerare parte della generazione senza memoria.
Tutto quello che è nato nell’epoca delle dittature o post dittature è stato iniettato con il gene dell’ignoranza e la smemoratezza collettiva. Apparteniamo alla generazione della negazione. Siamo il prodotto di un piano fondato con questa finalità: creare generazioni sconfitte, stupide, incapaci, egoiste, consumiste e insensibili. Degli smidollati sotto ogni punto di vista.
Ci distraggono grottescamente, perché siamo incapaci di pensare, di farci domande, di dubitare, di esaminare concetti o definizioni che non siano imposti sistematicamente. Siamo incapaci di formulare un nostro proprio giudizio e peggio ancora, incompetenti per dibattere e totalmente apatici per prendere decisioni. Siamo le generazioni perfette per un sistema mutilatore, patriarcale, misogino e capitalista. Che ci schiaccia tutti i giorni perché siamo incapaci di alzare la testa, siamo nati vivendo verso il basso e non ci azzardiamo a domandare cosa succederebbe se alzassimo lo sguardo, raddrizzassimo la schiena e camminassimo a testa alta. Se alzassimo la voce e ci svegliassimo dalla sonnolenza per trasformarci in soggetti diversi.

Generazioni che negano la loro radice, la propria origine, che osano pugnalare alla schiena, che sognano di essere di un altro posto, che sognano con quello che il capitalismo gli ha detto che è la vita: riempirsi di cose materiale, anche se dovrebbero, vivere di apparenza, distruggere chiunque pur di arrivare ed essere riconosciuto (da un altro uguale o peggiore) perché l’importante è l’immagine e non la sostanza, non l’umanità, non la solidarietà. Perché l’importante è tutto quello che si può ottenere con i soldi, con tradimenti e potere.
Si possono salvare queste generazioni sconfitte? Sì. Contro ogni pronostico, sì lo sono. L’essere umano ha la capacità di riscattarsi, di cambiare il cammino quando vuole, di tornare a ricominciare tutte le volte che ritiene necessarie.
Affinché queste generazioni incontrino il cammino è necessario che i più grandi siano la luce, che siano quelli che accendano la miccia, quelli che bombardano di domande, quelli che sfidano, quelli che stimolano, quelli che parlano di un altra verità, della verità che occulta il sistema, della verità che occulta l’impunità, della verità che fu inventata per mantenere sedate e nell’ignoranza le generazioni di chi non ha memoria. Con questo incontreranno il loro cammino, ma è necessario che qualcuno la provochi.
Qualcuno che le dica dove si sono fermate e perché, solo loro sapranno come trovare il loro posto nella storia. Queste generazione hanno bisogno di sapere che gli hanno bendati gli occhi, che la verità le è stata vietata, che sono il risultato di un prodotto strutturale che corrisponde all’interesse dell’oligarchia e di chi abusa; interessi dell’imperialismo contro una America Latina che non si da per vinta.
E’ un dovere per le generazioni della smemoratezza, avere sete, alimentarsi di domande, di dubbi, di valutazione proprie e in gruppo. E’ un loro dovere, cercare informazioni per loro stessi, continuare nonostante la stanchezza, a non darsi per vinte: insistere, insistere, insistere fino a quando esploda lo schema patriarcale, classista, razzista, misogina, omofobica e coloniale che ci hanno imposto. Finché non si sveglia la sensibilità e avremo la capacità di osservare e percepire con i nostri cinque sensi l’ingiustizia di un sistema che ci opprime, e fare qualcosa per estirparlo!
Perché non serve nulla sapere se non si fa niente per cambiare quello che ci ha trasformato oggetti di consumo. E quello che ci fa odiare gli uni contro gli altri, e sentire vergogna delle nostre origini. E negare la nostra eredità ancestrale sognando si provenire da un altro luogo e coprendo chi non ci rispetta, ci colpisce, ci tortura, ci uccide e ci fa scomparire.
Le generazioni della smemoratezza si possono salvare, se hanno un catalizzatore che le incoraggia, sapranno incontrare il cammino verso la libertà dei popoli.
Adesso le domande sono: chi vuole essere catalizzatore anche se è stanco di lottare ed è demoralizzato ed abbia già dato tutto? Chi vuole cercare il cammino verso la libertà, con l’umiltà di chi non conosce e vuole imparare, per passare dall’inerzia all’azione sapendo quello che rischierà?
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Ilka Oliva Corado. @ilkaolivacorado contacto@cronicasdeunainquilina.wordpress.com

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