Liquidare il Venezuela perché morto il cane è rimasta la rabbia

Tradotto da Monica Monicardi

Siamo ad un passo dall’invasione del Venezuela da parte degli Stati Uniti e dal suo branco. La prima cosa è aprire lo spazio terrestre, marittimo e aereo saranno il Brasile, la Colombia e l’Argentina, i loro governanti sono già pronti. Qualcuno ha creduto al racconto di La Paz di Juan Manuel Santos? L’Iran con i suo autoblindati ossidati che inviano bazooka ai loro fratelli: di sangue, di latte, di cuore e di patria.

La guerra dei media è enorme, una quantità di informazioni distorte che sono state create a rafforzare la manipolazione di quelli che sono a favore. Perché uno nella vita è carne o pesce, non possono esistere mezzi termini quando si tratta di difendere la sovranità dei popoli. Nel caso del Venezuela o si sta con lei o si sta con il nemico, non si può essere imparziali e rimanere in silenzio perché facendolo si nasconde lo sterminio della Memoria Storica, la dignità e la identità dei popoli: la loro decisione democratica presa.

Un Latinoamerica diviso e società traditrici lanciano frecce avvelenate contro un Venezuela sovrano e dignitoso, che è riuscito ad alzarsi dalle ceneri, ricostruirsi in mezzo alle calamità della smemoratezza che schiaccia gli altri popoli fratelli. Con che morale discutiamo la sua politica interna se noi siamo stati vigliacchi a mantenere governi neo liberali e bande di rapinatori?

Arriva sempre nella vita il momento in cui uno deve prendere una posizione, o è sangue rosso caldo o è chilate per le macchine. O è campagna aperta per las semina o è deserto e cemento. Questa decisione è la conseguenza del raziocinio naturale quando si sta disposti a difendere la dignità; la dignità non è altro che la resistenza e ribellione che mantengono i nostri principi umani anche se ci stanno piovendo proiettili o ci stanno prendendo i battaglioni. Perché ci possono prendere, ma quello che non potranno mai fare è piegarci; questo si chiama sopravvivenza.

E in America Latina stiamo sopravvivendo a 500 anni di genocidi, di sfruttamento minerario, di attacchi, oppressioni e somaraggine. Sopravviviamo al traditore corrotto e bandito che ci vende tutti i giorni. A chi decide di aprirsi le gambe senza che glielo chiedano e lo obbligano, per un beneficio personale a costo della libertà del suo popolo.

Non è il momento di farsi da parte e affermare che non ci importa del Venezuela, “perchè ogni paese ha i suoi propri problemi” questo è come chiudersi nella nostra bolla e darci dei colpi al petto, questo è la doppia morale.

Se come latinoamericani continuiamo a permettere la disinformazione e la manipolazione mediatica, non meritiamo una terra come la Patria Grande, ci meritiamo di vivere per la eternità negli escrementi, invasi dalle nostre stesse miserie.

Tutti possiamo fare sempre qualcosa, da dove siamo, docenti, artisti, contadini, operai, paria, intellettuali: tutti. Perché insieme siamo milioni di vene che formano cellule e nuclei, insieme siamo l’arco riflesso, il cuore dell’America Latina esuberante che un giorno hanno avuto i nostri antenati.

Non bisogna tacere, ma evidenziare la propaganda della disinformazione, in ogni lato, e per questo c’è bisogno solo di volontà e di riaffermare i valori umani. Questo è combattere il mostro gigante del capitalismo. Non è facile, è un compito arduo, logorante, ma altri hanno dato la loro vita affinché noi avessimo una terra libera, ci sono stati fiumi di sangue che hanno percorso l’America Latina, perchè noi potessimo arrivare ad oziare, siamo indifferenti e sfacciati nel conservare il silenzio perché ci hanno detto che nella bocca chiusa non entrano le mosche.

Tutti noi dobbiamo essere Venezuela in questi momenti e far fronte comune al branco di delinquenti che non hanno mai meritato di nascere in una terra tanto dignitosa come la Patria Grande.

Sottoscrivo le parole del giornalista argentino Josè Steinsleger: “per quello che lei ordina signor presidente!” e per Cristina, Evo, Lenìn, Rafael, Lula, Dilma, sono qui per quello che loro ordinano. Difenderò sempre il diritto dell’America Latina a vivere in libertà, sempre difenderà il diritto dei popoli a vivere in pace.

“Riproduci questa informazione, falla circolare attraverso i mezzi che hai a disposizione: a mano, a macchina, col ciclostile, oralmente. Invia copie ai tuoi amici: nove su dieci la stanno aspettando. Milioni vogliono essete informati. Il terrore si basa nella incomunicabilità. Rompi l’isolamento. Torna a sentire la soddisfazione morale di un atto di libertà. Distruggi il terrore. Fai circolare questa informazione”. – Rodolfo Walsh.

Questo testo può essere condiviso in qualsiasi blog o social network citanto la fonte di informazione URL: https://cronicasdeunainquilina.com/2017/06/14/liquidare-il-venezuela-perche-morto-il-cane-e-rimasta-la-rabbia/

Ilka Oliva Corado. @ilkaolivacorado contacto@cronicasdeunainquilina.com

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