Resistere, resistere, resistere

Tradotto da Monica Monicardi

Sarebbe risultato tanto facile per Cristina il giorno seguente al termine del suo mandato presidenziale in Argentina, prendere le sue cianfrusaglie e andarsene all’estero; il totale di ciò che aveva realizzato che le corrispondeva come capo del governo. Lo stesso avrebbe potuto fare Dilma quando ha subito il colpo di Stato, la cosa più facile: andarsene e non tornare più indietro. Ma sono rimaste e non per rimanere con le braccia incrociate, come Lula che non si è fermato un giorno.

Chiari esempi di convinzione e di responsabilità storica come politici in un tempo in cui la maggioranza se ne lava le mani. E’ la sostanza principale, la coscienza politica non si apprende, la coscienza nasce giorno dopo giorno quando ci si mette nei panni degli altri.

L’esempio del Venezuela, nel mezzo di una crisi politica costante, perché questo è di tutti i giorni, da quando Chàvez arrivò al potere; Maduro invece di rinunciare e andarsene, ha sorpreso con l’Assemblea Nazionale Costituente che ha lasciato molti in ginocchio. Cosa che esigono i popoli dell’America Latina ai governi neo liberali che li reprimono. Non si vedrà mai un presidente di corte neo liberale, chiamare un’Assemblea Nazionale Costituente. E molto meno operaia e femminista come lo ha detto lo stesso Maduro. Parole potenti che aprono una breccia in materia di diritti di genere.

Un esempio vitale di resistenza è il popolo ecuadoriano che ha votato nuovamente l’appoggio alla Rivoluzione Cittadina, supportando con questo il processo iniziato da Rafael. Un esempio di lucidità, di gratitudine e di forza collettiva perché Ecuador vuole dire al mondo che è disposto a difendere quello che con il duro lavoro le è costato ricostruire. Ricordiamo che siamo popoli disonorati da millenni e che parlare di progressismo e portarlo all’azione è una impresa ardua. Ancora più difficile è ottenere la sua permanenza. Ecuador, questo ci ha insegnato.

Bolivia con il suo presidente indigeno continua ad affrontare il marchio millenario del razzismo e apre il passo al rispetto e ammirazione per la resistenza dei Popolo d’Origine. Dobbiamo imparare molto da questo trionfo storico dell’identità sulla esclusione. Ci hanno insegnato a vergognarci nei millenni di quello che siamo e questo ci ha indebolito come fratelli latinoamericani.

Ogni volta che un popolo sceglie un presidente di corte neo liberale, perdiamo tutto. Perdiamo in materia di Diritti Umani, giustizia, educazione e salute, perdiamo in identità e progresso. Perché un sistema neo liberale l’unico che porta ai popoli è la distruzione totale e con questo la repressione, la fame e la migrazione forzata.

Ogni volta che i mezzi di comunicazione ci dicono che in Venezuela c’è una dittatura e che Maduro è l’oppressore, pensiamo al Messico, al Guatemala, a El Salvador all’Honduras. Percepiamo la realtà del Panama, Cile e Colombia, la tragedia del Perù e Paraguay. Paesi ai quali la dittatura capitalista li ha ridotti in pelle ed ossa, senza morale, identità e dignità. Allora abbiamo la capacità e la responsabilità di analizzare le differenti realtà per prendere il nostro posto nella storia e ciò che ci corrisponde politicamente da nostri luoghi. Quando ci dicono che il progressismo è populista, crediamoci perché è così, il progressismo è il popolo.

Quando ci dicono che il Venezuela ha bisogno immediatamente di aiuti stranieri e per questo gli Stati Uniti interverranno per salvare questo popolo, pensiamo a quello che è rimasto in America Latina di queste invasioni statunitensi. Venezuela non ha bisogno di essere salvata, si difende da sola, cosa che non hanno raggiunto la maggioranza dei paesi latinoamericani.

Quando ci bombardano con notizie false sul Venezuela, fiutiamo l’urgenza della convinzione che ci vogliono vendere. Chi uscirà avvantaggiato da una invasione? Il popolo o le oligarchie? Non dobbiamo essere rivoluzionari, né di sinistra né essere affini a Maduro per difendere la sovranità del Venezuela, solamente bisogna avere buon senso.

Andiamo un pochino più avanti e lasciamo la pigrizia, prendiamo l’Argentina, la prossima realtà di quello che sarà capace di fare il neo liberismo quando il popolo vota sbagliando. Quando non ha una ideologia politica ben definita e quando è ingrato. Adesso prendiamo il Brasile e vediamo la retrocessione di 30 anni che Temer ha fatto da dopo il colpo di Stato.

Vediamo adesso di fronte allo specchio, il nostro paese, come sta il nostro paese in materia di Diritti Umani, educazione, salute, infrastrutture, ambiente? Chi ci governa?

Il progressismo non è la ricetta perfetta, non esiste la ricetta perfetta. Il cambiamento lo facciamo tutti quando creiamo politiche di inclusione e per questo dobbiamo scegliere molto bene a chi collocare nel governo. Speriamo che i presidenti progressisti cancellino più di 500 anni di oppressione, appropriazioni indebite e genocidi. Loro sono parte della ricostruzione di ciò che ci hanno lasciato, ma non lo possono fare tutto da soli, per curare le ferite occorreranno decine di anni e alcune sono incurabili, formano parte della nostra Memoria Storica e collettiva affinché non si tornino a ripetere.

I governi neo liberali offrono il contrario, la continuità dei genocidi, massacri, ecocidio, sparizioni forzate e povertà estrema.

La resistenza è tutti i giorni, in tutti i luoghi: leggendo, discutendo, osservando, svegliandosi, prendendo decisioni. Perché non c’è altra cosa che resistere, resistere e resistere, fino a quando non esca il sole.

Questo testo può essere condiviso in qualsiasi blog o social network citanto la fonte di informazione URL: https://cronicasdeunainquilina.com/2017/06/08/resistere-resistere-resistere/

Ilka Oliva Corado. @ilkaolivacorado contacto@cronicasdeunainquilina.com

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s